Resort Sarparea: dopo la sentenza, per il comitato la battaglia non si ferma

LECCE- Il Comitato Salviamo la Sarparea non ha dubbi: “La contesa sull’esistenza dell’uliveto monumentale non è ancora chiusa”. Dopo la sentenza del Tar di Lecce, che ha respinto il suo ricorso, si torna alla battaglia contro il megaresort che la società Oasi Sarparea, di proprietà di investitori britannici, ha progettato di costruire sul crinale di Sant’Isidoro, a Nardò.

“La sentenza, nonostante l’esito apparentemente negativo, lascia comunque aperta e non ancora del tutto chiarita la questione fondamentale – dice il Comitato assieme all’associazione Codici Ambiente – ossia quella relativa alla completezza del censimento degli ulivi monumentali, rinviandone il definitivo accertamento ad una fase successiva e finale del procedimento”, vale a dire in fase di progettazione esecutiva, durante la quale alla società spetta l’obbligo di presentare il censimento definitivo dell’oliveto da sottoporre alla valutazione dell’apposita commissione regionale.

Della stessa lunghezza d’onda Lorenzo Siciliano, consigliere di minoranza a Palazzo Personè: assicura “la piena collaborazione con chi in questa battaglia ci sta mettendo anima, cuore e fatica per il solo fine di mantenere immutata la bellezza del nostro paesaggio”. Lo scorso agosto, dopo lunghe traversie, il Comune ha approvato il piano di lottizzazione, per il quale è previsto un investimento da 60 milioni di euro. Il progetto aveva già incassato i pareri positivi di tutti gli altri enti, dopo la rimodulazione che ha portato a ridurre del 30 per cento le volumetrie iniziali e a riposizionare le costruzioni, in modo da non toccare i tre ettari di oliveto monumentale destinati a uso pubblico come Parco urbano”.

“Se in sede di progetto esecutivo si continuerà a negare l’evidenza – dice il Comitato – ossia la presenza di un uliveto così vasto da rendere pressoché irrealizzabile la costruzione del Residence, provvederemo ad impugnare il progetto esecutivo, come d’altronde suggerito dallo stesso Tar di Lecce”.

 

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