Per la sua terra è già il “Santo della Pace”- I commenti

ALESSANO- Lo dice il suo popolo, quello dei piccoli che hanno colorato i cartelloni e quello che ha camminato per chilometri portando con sé le bandiere arcobaleno: “don Tonino è il Santo della Pace”.

Lo dice il vescovo di Ugento, Mons. Vito Angiuli, nel discorso di saluto al Santo Padre: “Anche Mons. Angelo Magagnoli, rettore del seminario dell’Onarmo di Bologna, era convinto che don Tonino era stato uno “strumento docile per scuotere dal torpore tanti cristiani” . E aggiungeva: “non mi meraviglierei se domani la Chiesa lo dichiarasse santo”. Non ce ne meravigliamo nemmeno noi. Anzi lo auspichiamo ardentemente”.

La sua terra non ha dubbi. Dai semplici ai vari livelli istituzionali: “Sono emozionata a dir poco – dice la sindaca Francesca Torsello – ho ringraziato il papa per aver indicato al mondo l’esempio e il messaggio di don Tonino”.

Alla fine della cerimonia, quando la gente inizia a defluire e sui tetti restano i tiratori scelti, inizia il momento della riflessione. “E’ il discorso che ci aspettavamo, perché emerge una figura di un salentino planetario che ha indicato a tutti che attraverso il messaggio della nonviolenza si costruisce la pace”, dice Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione don Tonino Bello. Il Salento è all’altezza del suo messaggio? “Ha così tante energie questa terra – sottolinea il prefetto Claudio Palomba – che sicuramente il verbo che ha seminato attecchirà. Che possa crescere molto”.

C’è gioia nell’aria. E anche senso di gratitudine. Quello che ha portato tutti, poi, a rendergli omaggio, su una tomba che, come ha detto don Luigi Ciotti, è vuota, “perché lui è in mezzo a noi”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*