“Le Ali della Vita – Onlus”, sede a rischio chiusura. L’appello: “Aiutateci a non mandare via i nostri ragazzi”

TRICASE- I fondi ministeriali non arrivano e la sede dalla società Cooperativa Sociale “Le Ali della Vita – Onlus” rischia di chiudere i battenti. Accade a Tricase, dove dal 2012 la struttura accoglie minori stranieri, giunti anche attraverso alcuni sbarchi. “La Cooperativa ad oggi, ha accolto numerosi minori stranieri non accompagnati, giunti in Italia da soli via mare ed affidateli regolarmente dal Comune ricettivo in accordo con il Tribunale dei Minorenni e  con la Questura di Lecce. Il numero massimo di minori che la struttura è adibita ad ospitare è 10 più 2 emergenze, sostenendo per la loro assistenza e mantenimento ingenti spese”, ci racconta la rappresentante legale Albina Pizzolante.

Ora però la situazione è peggiorata. Le somme per poter mandare avanti la struttura, i suoi dipendenti, quanto anche i servizi per i minori, non arrivano, nonostante il Ministero dica di aver chiuso il tutto a dicembre. Ma, al momento, gli unici fondi giunti sono quelli regionali, dello scorso novembre. “Da precisare che – continua Pizzolante– ad oggi la Società vanta un credito complessivo di oltre Euro 270.000,00 da parte dello Stato e che non ha nemmeno più quelle poche risorse  personali da poter anticipare e portare avanti il tutto, soprattutto a far fronte alle spese per i beni di primaria necessita di 10 minori stranieri non accompagnati presenti ad oggi in Struttura. Nonostante le gravi difficoltà in mancanza di un mezzo di trasporto che ci permetta di accompagnare i minori, sia nelle attività scolastiche che extrascolastiche siamo costretti ad accompagnarli con le nostre auto personali con tutti i rischi che ne conseguono”.

Ma non solo. La società ad oggi registra anche diversi debiti e il personale è stato ridotto: “I vari fornitori alimentari tra cui  “EUROSPIN “ di Tricase -sottolinea Albina Pizzolante- non ci da più la possibilità di acquistare i beni di prima necessità affinchè non riceverà il saldo delle fattura che ad oggi ammonta a circa Euro 5.000,00; i corrispettivi pagamenti INAIL e INPS risultano scoperti da circa un anno in quanto la struttura non riesce a coprire le somme;  non si ha più la possibilità di poter accompagnare i minori a visite specialistiche e a far fronte ai farmaci che per alcuni di loro sono di necessaria importanza”.

Questa preziosa realtà rischia così davvero di chiudere. Ma la speranza è l’ultima a morire soprattutto in nome di quei ragazzi che la chiama Albina “Mamma”: Noi desideriamo solo ricevere il dovuto trattamento, conseguito alle leggi quantomeno in vigore. Tutto ciò per permettere alla stessa cooperativa di adempiere i propri doveri e di continuare l’attività oggi resa impossibile dai mancati rimborsi delle somme alle quali la cooperativa ha dovuto in questi anni far fronte”.

 

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