Chiusura punti primo intervento, l’ordine dei Medici: “prudenza, non è taglio di rami secchi”

LECCE- Nella sua assemblea annuale, l’Ordine dei medici di Lecce è stato netto: non si può approcciare con mani di forbice, come se si trattasse di tagliare i rami secchi di un albero, al tema della razionalizzazione dei punti di primo intervento. Se saranno solo tagli, allora si è già in fallo.

L’argomento scotta ed è diventato terreno di lotta politica, dopo la delibera di martedì scorso con cui la giunta regionale ha disposto la dismissione, dal 30 aprile, di 13 punti di primo intervento nelle tre province salentine sui 39 pronti alla chiusura in tutta la Puglia. Quelli che contano più di 6mila prestazioni (Mesagne, San Pietro Vernotico, Grottaglie, Ceglie, Fasano, Massafra e Moscati di Taranto) verranno sostituiti con una postazione fissa del 118 con medico a bordo delle ambulanze. Quelli più piccoli, come i tre leccesi di Nardò, Campi Salentina e Poggiardo, invece, verranno rimpiazzati con una postazione mobile, composta da un’ambulanza medicalizzata o un’automedica o un’India, cioè un’automobile con infermieri a bordo. Se la scelta è dipesa solo dai numeri, questo non è condivisibile secondo l’Ordine dei medici.

Per il prossimo 20 aprile, a Bari, sono stati convocati i sindaci dei Comuni interessati e le Asl. Ciò che più fa storcere il naso, oltre al fatto che sul territorio quasi tutti hanno affermato di essere stati presi in contropiede, è il periodo in cui si è deciso di far partire la riforma, alle soglie dell’estate, quando i flussi aumentano. “Per questo consigliamo massima prudenza”, ha ribadito l’Ordine.

 

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