Scontri al cantiere Tap: “manganellate contro inermi”. Questura: “violenza contro carabiniere”

MELENDUGNO – Le manganellate ci sono state: sangue sul volto, taglio all’orecchio. Tra i noTap sono due gli attivisti feriti, un’azione di forza contro chi era inerme con le braccia alzate, denunciano. Documentano con video e foto quello che è accaduto in mattinata a Melendugno, nei pressi del cantiere del gasdotto Tap.

La Questura di Lecce replica a stretto giro: “venti attivisti hanno cercato di bloccare l’ingresso al cantiere del convoglio con gli operai opponendo resistenza attiva alle forze dell’ordine e usando violenza nei confronti di un carabiniere, atterrato con un forte calcio”. La Polizia diffonde il suo di video a riprova di quello che afferma.

Solo a quel punto, spiega in una nota, si sarebbe resa “indispensabile una lieve carica per allontanare i manifestanti”. Il brigadiere, caduto su un muretto, ha riportato un trauma contusivo alla spalla ed emicostato e ne avrà per dieci giorni. La Questura fa sapere inoltre che uno degli attivisti feriti, “che indossava parastinchi e scarpe antinfortunistiche con la punta d’acciaio”, non sarebbe stato manganellato ma sarebbe caduto “durante la carica di alleggerimento”, riportando “lesioni dapprima curate dal personale sanitario dell’ambulanza presente in loco, immediatamente allertata dalle Forze di Polizia, e successivamente giudicate guaribili in 8 giorni dal personale medico del Pronto Soccorso di Lecce”. Per la ferita l’uomo ha riportato cinque punti di sutura.

Gli attivisti si erano dati appuntamento via Facebook nella serata di domenica: “colazione resistente” all’alba, per rallentare i lavori, frapponendosi tra i mezzi e il cantiere, camminando lentamente, “l’unico modo – hanno spiegato – per bloccare il malaffare e la corruzione, vista l’indifferenza e l’immobilismo della Procura e dei politici”.

Nella notte, però, intorno alle 2, qualcuno ha anche ostruito la strada con le pietre di muretti a secco smantellati, come documentato da Tap con questo video:

Oltre ai massi, anche chiodi a quattro punte sull’asfalto. Le ruspe hanno liberato le arterie in poco tempo, prima del parapiglia con gli attivisti. Alle 7.30, i lavori sono ripresi regolarmente.

 

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