Regione, Emiliano ai partiti: “Scegliete voi gli assessori” ma ora è tutti contro tutti. Sceglierà lui

BARI – L’obiettivo di rasserenare gli animi nel centrosinistra è stato raggiunto solo in parte. Perché nel giorno successivo al vertice di maggioranza, le fibrillazioni anziché nei confronti del governatore, si manifestano all’interno dei partiti. La mossa di Emiliano di chiedere ai gruppi di indicare gli assessori ha avuto come risultato un tutti contro tutti in ogni partito. E i lavori del Consiglio hanno mostrato un vorticoso alternarsi di riunioni più o meno estese che solo come sfondo hanno avuto il vaglio di interrogazioni e mozioni.

I primi sono stati i renziani del Pd a confrontarsi per indicare, come sembrerebbe, in Ruggero Mennea il candidato al posto assessorile. Ma subito dopo la contesa ha riguardato il capogruppo Paolo Campo, reo, a quanto trapela, di non voler convocare il gruppo per giungere ad una indicazione unanime. Perché, in realtà, la decisione unanime non c’è: a dividere i democratici è il ritorno in squadra di Gianni Giannini. Gli ormai ex assessori, Michele Mazzarano e Filippo Caracciolo si sono detti contrari. Il concetto, è: “Perché lui si e noi no?”. Se per Caracciolo l’indagine è ancora fresca e necessita di tempo per chiarire la posizione, Mazzarano fa leva sul fatto che a suo carico una indagine non c’è. Semmai è una questione di opportunità.

Divisi anche gli Mdp-Articolo 1 che affideranno all’assemblea regionale convocata nelle prossime ore la scelta del designato. Fatto sta che Romano avrebbe giocato la partita da battitore libero più che da uomo di partito e questo fa tardare l’ok del gruppo alla sua nomina che pareva già cosa fatta e anche da tempo. I Popolari sembrano prendere strade autonome: Peppino Longo pedina libera potrebbe ottenere il Dipartimento della Protezione Civile, ad oggi retto da Mennea, così da placare il dissenso nei confronti del suo gruppo per la nomina assessorile di Totò Ruggeri e Cera, che non prende posizioni ufficiali da tempo, resterebbe alla guida del gruppo.

Ad oggi restano confermate le voci che girano nel palazzo da settimane: Ruggero Mennea, Pd, barlettano, allo Sviluppo Economico, Pino Romano, brindisino, all’Ambiente visto il no di Ruggeri a lasciare il Welfare. L’ipotesi Sergio Blasi appare più lontana perché amplierebbe la pattuglia di salentini in giunta, squilibrando poi la rappresentanza degli altri territori.

Sui tempi è ancora tutto da capire, anche perché al quadro già complicato si aggiunge il rimescolamento delle commissioni.

Alla fine, la sensazione è che a decidere sarà sempre il governatore, forzando posizioni che solo apparentemente appaiono irremovibili. Del resto tirare la corda sino allo strappo non lo vuole davvero nessuno perché far cadere il governo regionale a andare al voto oggi potrebbe significare tornare all’opposizione.

 

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