Nel duomo in scena “Stabat Mater”, la preghiera più struggente in musica

LECCE – “Stava la Madre dolente, senza respiro e voce Mentre pendeva in croce Del mondo il redentor.
E nel fatale istante Crudo materno affetto Le trafiggeva il petto Le lacerava il cor. Veder un Figlio… un Dio… Che palpita, che muore… Sì barbaro dolore Qual madre mai provò?”.
É la preghiera più struggente, il canto dedicato a Maria che vive la Passione di suo figlio Gesù.
Una magistrale interpretazione dello “Stabat Mater” è andata in scena in un Duomo gremito, a Lecce.
Organizzato dalla sede leccese dell’associazione “Mozart Italia”, l’evento ha potuto contare sulle voci magnifiche di Maria Cristina Fina, Soprano, e Marinella Rizzo, Mezzosoprano.

Direttore al Cembalo, Francesco Scarcella; al primo violino, Ivo Mattioli; al secondo violino, Danilo Mattioli; alla viola, Fernando Toma; al violoncello, Rosa Andriulli; al violone, Maurizio Ria.

Tra il pubblico, ascoltava rapito anche mons. Michele Seccia, arcivescovo di Lecce, per uno dei momenti più intensi della Settimana Santa.

 

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