Omicidio marocchino: Marco Barba condannato a 30 anni

GALLIPOLI – Uccise e successivamente confessò l’omicidio del marocchino Kahalid Lagraidi, trovato cadavere in un fusto nelle campagne di Gallipoli il 31 gennaio scorso. Il 44enne gallipolino Marco Barba è stato ora condannato a 30 anni di carcere.

La sentenza è stata letta in aula bunker poco fa. Il processo si è celebrato con rito abbreviato; il giudice ha riconosciuto le aggravanti: premeditazione e motivi abbietti. Il pm Alessio Coccioli aveva chiesto l’ergastolo. Fissato il risarcimento per tutte le parti civili e accolto il patteggiamento per la figlia dell’imputato, Rosalba Barba, difesa dall’ avvocato Amilcare Tana, a un anno e sei mesi -pena sospesa- per concorso nell’occultamento del cadavere.

A difendere Barba, l’avvocato Fabrizio Mauro, che aveva chiesto l’abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere e la capacità di stare in giudizio. Richiesta che però fu rigettata. Il corpo di Lagridi fu trovato in contrada Madonna del Carmine a Gallipoli.Un omicidio cruento avvenuto molti mesi prima, nel mese di giugno. Il corpo era stato chiuso in un fusto e ricoperto con del cemento dopo essere stato sciolto parzialmente nell’acido. Sarebbe stato davvero difficile individuarlo se non ci fosse stata l’indicazione di Rosalba, che aveva portato i carabinieri in quel luogo spinta da un rimorso di coscienza. Al momento dell’apertura del fusto i vigili del fuoco avevano trovato il corpo ormai cementificato, in posizione fetale.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*