Stagione delle angurie: il trasporto dei braccianti ancora in mano ai caporali

QuattroStelle

LECCE- Doveva essere la chiave di volta per scardinare il sistema caporalato e invece il trasporto dei braccianti migranti che arriveranno a Nardò anche quest’anno rischia di restare ancora nelle mani dei caporali. Ci si aspettava un risultato diverso dal vertice in Prefettura convocato in mattinata, dopo lo slittamento del primo marzo scorso. La Regione ha ribadito che non ci sono linee di finanziamento europeo che consentano di strutturare il servizio. Si valuterà la consistenza di capitoli di spesa regionali appositi, ma ancora non sono stati individuati. Non solo: non sono state fornite le mappature dei percorsi da e per i luoghi di lavoro, ciò che, sulla base dell’articolo 6 del protocollo sottoscritto, avrebbero dovuto fornire le associazioni datoriali, il Comune di Nardò e i consulenti del lavoro. Gli imprenditori hanno specificato di non volersi fare carico della spesa del trasporto, poiché contribuiscono già, in percentuale, al fondo locazioni rimpinguato anche da Cassamica, fondo che pure, tuttavia, rischia di restare inutilizzato, come lo scorso anno, se non vengono individuati gli alloggi nei centri abitati in cui poter dare ospitalità ai braccianti. Quello che rimane, anche per questa stagione di raccolta di angurie e pomodori, è il campo container nel piazzale di Masseria Boncuri. Il Comune di Nardò ha fatto sapere di non riuscire ad allestirlo prima di metà maggio per ragioni di spesa pubblica. I 300 lavoratori dovrebbero arrivare già a fine aprile, sebbene la stagione agricola quest’anno viaggi più a rilento, con un ritardo di circa tre settimane.

Si sarebbe potuto fornire la mappatura per servizio trasporto e preventivare l’apertura agli inizi di maggio”, ha ribadito Alessandro Fersini, segretario provinciale della Flai Cgil, sindacato presente assieme a Cisl e Uil. Le associazioni di volontariato hanno chiesto, inoltre, di poter utilizzare ulteriori container in cui poter fornire assistenza legale e sanitaria.  Inps, invece, ha fornito alla Prefettura in via riservata i dati delle ispezioni effettuate lo scorso anno.

 

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