Palazzo Carafa, nascono le nuove commissioni comunali rimodulate “sull’inciucio?”

LECCE- L’approvazione del bilancio di previsione prova del nove dell’accordo tra il centrosinistra leccese ed alcuni consiglieri eletti nel centrodestra ma si prepara la stabilità dalle commissioni consiliari. Maggioranza possibile grazie a Grande Lecce del neo Sen. Marti?

“…Bisognerebbe avere buon senso sempre nel muoversi, fare i passi più consoni e non le scelte più affrettate. Non basta staccare la spina all’amministrazione comunale perché la città possa riceverne benefici”. Così il neo senatore leghista Roberto Marti in un’intervista sul Nuovo Quotidiano di Puglia ma non si ferma qui, nel lanciare al Sindaco Salvemini, segnali di pace. Pur se da oppositore al governo del capoluogo a trazione centro destra, lo stesso Salvemini, non fu molto dolce verso il conto di Marti assessore, e sul conto di uomini vicini a questo ed ancora consiglieri comunali, a proposito dell’inchiesta sulle Case Popolari di Lecce. Ma forse questa è una storia che appartiene al passato pur se ancora inchiesta aperta, con risvolti giudiziari iniziati e da chiarire. La composizione delle nuove commissioni comunali vantano già una novità : pur non essendo cambiato il numero dei consiglieri comunali, ma solo la maggioranza nell’assise di Palazzo Carafa, vengono aumentate di un componente invece di esser solo rimodulate ed in tutte quelle più strategiche, partendo dalle commissioni di controllo, la maliziosa conta tra consiglieri del centro sinistra e consiglieri che si rifanno alla lista Grande Lecce di Roberto Marti darebbero una sicura maggioranza al Primo cittadino. Forse sarà malizia la possibilità di prevedere che alcuno dei consiglieri della civica possa costituire il gruppo consiliare della Lega anche se in politica, abitualmente, il capo di un partito ambisce a metter la bandierina della sua organizzazione in un’amministrazione ma, da Lecce, sarebbe difficile giustificare, un ipotetico voto salviniano, allo stesso leader Salvini fortemente anti sinistra pur facendo ciò piacere a gran parte del centrodestra non capace di dimettersi in massa lo scorso 24 febbraio. Malizia sempre ma i numeri dei componenti nelle commissioni avallano tutto ciò. Oltre la su citata dichiarazione del Senatore Marti, “…non basta staccare la spina all’amministrazione comunale perché la città possa riceverne benefici…”, ulteriore conferma dell’analisi inciucista, anche se tale termine non piacerebbe ad i tanti che professano il moralistico bene per la collettività, è l’altra dichiarazione del “leghista di sinistra”, passateci l’ironia se dovesse esser qualcuno del suo gruppo a garantire i voti al Sindaco Salvemini tra Calo, Gigante, Russi e Finamore. Si, oltre all’assenza di benefici nello staccare la spina all’attuale amministrazione, il senatore della Lega, a proposito dell’ipotesi di non ricavarne benefici, seraficamente dichiara che questi ci sarebbero e sarebbe giusto staccare la spina se: vi fossero alternative “ed in questo momento non mi sembra ve ne siano” con gioia per il Primo cittadino e, probabilmente, anche di gran parte dello stesso centro destra che potrà continuare a gridare contro Salvemini sapendo, e sperando, che i numeri al centro sinistra siano garantiti da altri amici di cordata.

 

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