Non coalizioni ma cartelli elettorali. Il costituzionalista: “sarà tradita la volontà popolare”

LECCE – Non coalizioni ma cartelli elettorali, fatti per lucrare più voti, ma senza un programma comune né un candidato premier comune. E dunque senza un vincolo di contenuto, di persona e senza sanzione. È un sistema che “legittima la poligamia: da ogni moglie, l’uomo si prende la dote e poi fa quello che vuole”. E’ la metafora efficace che il docente di Diritto Costituzionale Vincenzo Tondi Della Mura utilizza per spiegare le storture della legge elettorale che condurrà gli italiani alle urne domenica prossima. Una lezione per schiarire molti dubbi quella organizzata in mattinata dall’Ande in Ateneo, a Lecce.

La legge, a suo avviso, è stata “concepita per far ingrassare i due partiti principali, Fi e Pd. Ma nessuna delle coalizioni molto probabilmente riuscirà a prendere la maggioranza dei seggi. E dunque, poiché sono coalizioni fasulle, già all’indomani del 4 marzo questo sistema consentirà ai due partiti antagonisti di governare insieme. È il cosiddetto Renzusconi”, rimarca il docente.

Si arriverà a un governo trasversale di solidarietà nazionale? Probabilmente sì. Ma lo si poteva fare in maniera limpida, come in Germania. E invece, ribadisce Tondi Della Mura, “qui il tradimento della volontà degli elettori è che si vota una coalizione ma il voto al candidato viene scippato e va in un altro partito, anche contrario”.

La vera critica, poi, è che, a questo punto, nonostante la reintroduzione dell’uninominale, i politici votati non risponderanno agli elettori ma al leader che li avrà nominati. Eppure è stata una legge votata con l’apposizione di otto fiducie da parte del governo, ma che, per il docente, “è stato uno stupro delle istituzioni, fatto per penalizzare le minoranze”. Ma tutto questo sforzo, fatto in odio delle liste minori e a vantaggio delle liste più forti, si rivelerà alla fine inutile.

 

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