Carceri, sciopero della fame dei detenuti anche a Taranto e Brindisi per il nuovo ordinamento

TARANTO/BRINDISI – Anche dai detenuti delle carceri di Brindisi e Taranto sono arrivate le adesioni al grande Satyagraha -resistenza passiva, insistenza per la verità- dedicato a Marco Pannella che Rita Bernardini, del coordinamento del Partito Radicale, giunta al 30° giorno di sciopero della fame, sta conducendo per sollecitare l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei ministri, dei Decreti attuativi del Nuovo Ordinamento Penitenziario. 92 detenuti del carcere di Brindisi e 500 del carcere di Taranto aderiscono.

“La riforma -scrivono i Radicali- dovrebbe essere il frutto di un lungo lavoro che è iniziato dalla convocazione degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, che nell’Aprile del 2016 hanno portato a termine il loro compito consegnando al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, un importante documento, un vero e proprio patrimonio di ricerca, analisi, riflessioni e proposte, volte a riformare un settore nevralgico del sistema-giustizia in Italia, quello della espiazione della pena, fermo ad una formulazione datata 1975. A quell’anno risale infatti l’ultima riforma organica del settore.

Non è difficile comprendere come la realtà carceraria negli anni ’70 mostrasse uno scenario oggi non più attuale, a seguito dei profondi cambiamenti avvenuti nella comunità dei detenuti, basti, ad esempio, pensare al numero crescente di ingressi in carcere di detenuti stranieri avvenuto negli ultimi anni, nonché al dato oramai inequivocabile, reso dalle statistiche di stessa fonte ministeriale, in cui si evidenzia come lo scontare la pena attraverso misure alternative alla detenzione, nei casi in cui ciò sia possibile, fatte salve le necessarie salvaguardie, consenta di avere una bassissima recidiva.

Così, dal 22 gennaio Rita Bernardini, affiancata da alcune centinaia di cittadini liberi e da circa 10.000 detenuti sta conducendo un digiuno di dialogo che consenta al Governo di attuare la Riforma, così come da delega ricevuta dal Parlamento.

 

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