Rimborsopoli 5 stelle, la Lezzi posta la documentazione: “sono in regola”

LECCE – “Abbiamo chiesto al MEF l’elenco completo dei bonifici e chi non risulterà in regola per me è già fuori. Non facciamo sconti a nessuno, tantomeno a noi stessi e pubblicheremo la lista completa”. È dura la condanna del candidato premier 5 stelle Luigi Di Maio che intanto nelle scorse ore ha esibito tutti i bonifici bancari effettuati personalmente alla troupe delle Iene. La condotta dei 10 parlamentari protagonisti dello scandalo rimborsopoli (così come è stato denominato) in queste ore passa sotto la lente dei Vertici del Movimento.

I due senatori leccesi, Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella, risultano irragiungibili telefonicamente. L’inchiesta giornalistica sul buco rimborsi ha chiamato in causa anche loro.

In queste ore, in un’intervista in onda su canale 5, Barbara Lezzi ha ribadito di non aver mai revocato i bonifici al fondo del microcredito per le imprese: “si tratta di un’infamia” ha aggiunto.

Dopo aver annunciato di essere pronta ad andare in banca a richiedere la documentazione, in tarda mattinata in post fb con foto al seguito scrive:

Dalle verifiche che ho svolto in banca, risulta un unico bonifico non andato a buon fine. In quei giorni del gennaio 2014 ho effettuato diversi versamenti di cui ho le ricevute, tutti allo sportello, (anche successivamente non sono stati mai eseguiti on line) e l’unica cosa che mi riconosco è la negligenza del non avere seguito l’esito delle operazioni. Esito che per un bonifico è negativo presumibilmente per carenza di fondi. In allegato posto ricevuta del bonifico che risulta rifiutato e la copia del versamento al fondo che ho provveduto ad eseguire questa mattina, appena venuta a conoscenza di questa discrepanza. Ho restituito 132.741,20 euro, ho contribuito insieme ai miei colleghi all’apertura di 7000 nuove imprese. Questo è un fatto concreto che si evince dai controlli che ho effettuato. La mia buonafede mi rende tranquilla”.

Si è autosospeso invece in serata il Senatore Maurizio Buccarella, ammettendo di aver commesso qualche leggerezza, non rispettando in modo categorico tempi dei bonifici, ma procastinandoli di qualche giorno soltanto negli ultimi 2 mesi. L’autosospensione consiste nel congelamento della campagna elettorale, rinunciando a presenziare agli eventi pubblici in programma.

Le liste del Movimento, come tutte le altre, sono state già pubblicate: dunque i parlamentari del Movimento che risulteranno effettivamente coinvolti nella faccenda potranno comunque essere eletti, anche se espulsi dal Movimento. Laddove poi dovessero decidere spontaneamente di dimettersi, la palla passerebbe direttamente al Senato: spetta a quest’ultimo accettarle oppure no.

 

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