Il Festival di Sanremo si chiude con grandi soddisfazioni anche per i salentini

SANREMO – La 68esima edizione del Festival della canzone italiana ha regalato grandi emozioni anche ai Salentini, in gara tra i big.

Vittoria sudata per Fabrizio Moro ed Ermal Meta, dopo il rischio eliminazione per un presunto plagio del testo che per una notte intera ha tenuto i fan con il fiato sospeso. Meta, nato in Albania, all’età di 13 anni si è trasferito a Bari con la madre, il fratello e la sorella: ed è lì che la sua famiglia lo attende per festeggiare la vittoria. Parafrasando il testro della loro canzone, ai due fuoriclasse le accuse di aver copiato “non hanno fatto niente”, adesso è tempo di festeggiare.

Ha stappato anche il brindisino Antonio Calò, in arte Bungaro (insieme ad Ornella Vanoni e Pacifico): la canzone dell’inedito trio, dal titolo “imparare ad amarsi”, si è aggiudicata il riconoscimento «Sergio Endrigo» alla migliore interpretazione.

Buono anche il risultato portato a casa dal tarantino Diodato insieme a Roy Paci: la loro canzone dal titolo “adesso” si è piazzatta all’ottavo posto della classifica finale.

Tredicesimo posto, invece, per il tarantino Renzo Rubino che si è esibito nel brano dal titolo “custodire”, portando sul palco i suoi nonni che hanno danzato per tutto il tempo dell’esibizione del nipote. Per la critica un momento davvero emozionante.

 

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