La mappa dei crimini rurali, il Ministro promette più controlli

LECCE- Attrezzature agricole a ruba, ulivi stroncati per farne legna: contro i predoni delle campagne salentine, il ministro degli Interni Marco Minniti ha assicurato più controlli. Lo ha fatto durante l’incontro a Roma sul ‘caso Puglia’: Minniti è stato sollecitato dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, tramite il presidente del comitato scientifico, l’ex Procuratore Gian Carlo Caselli, e l’ex Procuratore capo di Lecce Cataldo Motta. Il ministro ha garantito al Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, l’immediata attivazione della controffensiva.

La mappa dei crimini rurali è ben definita. Nel Leccese i comuni maggiormente interessati sono quelli dell’interland del capoluogo: Frigole, Surbo, Caprarica, Cavallino, Monteroni, Trepuzzi. Qui si sono verificati numerosi casi di furti di attrezzature agricole (aratri, scuotitori, atomizzatori, ecc.) e alcuni casi anche di trattori, così come si sono verificati casi di tentativi di furti di olio dai frantoi. “Dalle voci raccolte – dicono da Coldiretti – sembra che gli autori provengano dall’area del Brindisino (gruppo familiare originario di Erchie)”. Nelle altre aree della provincia si segnala quest’anno una ripresa di furti di olive ed anche di legna o direttamente furti con tagli di olivi.

Nel Brindisino, furti di carciofi, ortaggi, mezzi agricoli quali trattori, scopatrice, furgoni, oltre alla recrudescenza del fenomeno dei furti di ulivi e uva. I mezzi agricoli sono rubati soprattutto durante le ore diurne, nel pieno dello svolgimento delle attività agricole e all’imbrunire si registra il maggior numero di furti di olive. Sono già decine le denunce per il barbaro e criminale taglio degli ulivi monumentali in provincia di Taranto, tra Sava e Manduria soprattutto. Ogni albero frutta circa 8/10 quintali di legname, un valore inestimabile per guadagnare, poi, solo qualche decina di euro. Furti di olive stanno interessando sia la zona orientale (a Manduria, Sava, Maruggio) che quella occidentale, con in testa Castellaneta e Palagiano. “La situazione nelle campagne è divenuta esplosiva – aggiungono dall’associazione di categoria -. Rubano l’uva da tavola a settembre, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive a novembre”. Un fenomeno così pressante e pericoloso che gli agricoltori stanno anche rinunciando a presentare regolare denuncia.

 

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