“Un fax dall’assassino per depistare le indagini”, così la Bruzzone sul caso Martucci

GALLIPOLI – L’assassino ha costantemente depistato le indagini, le amiche di Roberta non c’entrano nulla. Il vero colpevole è una persona vicina alla ragazza e alla sua famiglia.

Queste le rivelazioni che la criminologa Roberta Bruzzone ha fatto su uno dei “cold case” più oscuri del Salento: la scomparsa di Roberta Martucci, svanita nel nulla nell’agosto del 1999 da Torre San Giovanni, marina di Ugento. Il caso è stato riaperto.

 

E parla la sorella di Roberta: “Così si mette fine anche al fango che è stato gettato su di lei”.

L’incontro con la Bruzzone rientra nel programma di Figilo, il festival dell’informazione locale che si è svolto a Gallipoli e al quale hanno partecipato anche tantissimi ragazzi delle scuole della provincia, interessatissimi soprattutto alla nuova informazione che corre sul web.

 

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