I ragazzi di Capodarco in scena: applausi per la Teatro Terapia

NARDO’- Un Teatro stracolmo, grandi emozioni e occhi lucidi a Nardò per lo spettacolo musico teatrale “E Ora… vola!” portato in scena dalla regista Rosaria Ricchiuto con i ragazzi della Compagnia Capodarco Padre Gigi Movia di Nardò, primo step di un Laboratorio di Teatroterapia che si svolge presso la sede di Galatone. La Comunità di Capodarco, impegnata nell’accoglienza di persone in condizione di grave disagio, è stata fondata nel Natale del 1966 da don Franco Monterubbianesi, e, che, guidata oggi dal 1994 da don Vinicio Albanesi, è ormai presente non solo in Italia, in 14 città e 11 regioni, ma si propone anche di dare risposte ai problemi dei poveri e degli emarginati dei paesi meno sviluppati con progetti in Albania, Kosovo, Romania, Brasile, Ecuador, Guatemala, Camerun e Guinea-Bissau.

Allo spettacolo, scritto dalla stessa Rosaria Ricchiuto, hanno assistito anche familiari e amici dei ragazzi assistiti dalla Comunità. L’opera nasce da una riflessione fatta a più voci con alcune decine di ospiti, gli stessi operatori che si occupano quotidianamente di loro e un’attrice ed una ballerina della compagnia Teatro Solatia, per sperimentare un “Teatro per l’Inclusione” un laboratorio di teatro al quale partecipano ragazzi con e senza disabilità con l’obiettivo di vivere, divertirsi e lavorare insieme, nel quale ciascuno ha la possibilità di realizzare esperienze di crescita individuale e culturale.

In  scena il limite – fisico, sociale, psichico o di qualsiasi altra natura – diventa un’occasione creativa, il punto di partenza di un’originalità espressiva che valorizza le abilità di ognuno riconoscendole uniche e insostituibili.

Uno spettacolo corale che ha lanciato un messaggio di speranza per chi, come i ragazzi e le loro famiglie, vive quotidianamente il problema della malattia, ma non vuole farlo restare un grave problema sociale e solo una forma di disagio o addirittura di vergogna di chi la vive direttamente, per una specie di tabù creato dalla società, che nessuno vuole affrontare alla luce del sole. Il problema dunque esiste ed è quindi giusto e, anzi, doveroso parlarne.  Ma può diventare un punto di forza per i ragazzi, se vengono messi in condizione di esprimersi la massimo, valorizzando le loro capacità, le loro abilità artistiche. Nel suo piccolo, la regista Rosaria Ricchiuto, con questo spettacolo, ha tentato di farlo, a modo suo.

 

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