Marocchino sepolto nel fusto, il pm chiede l’ergastolo per Barba

QuattroStelle

GALLIPOLI- Uccise e successivamente confessò l’omicidio del marocchino Kahalid Lagraidi, trovato cadavere in un fusto nelle campagne di Gallipoli il 31 gennaio scorso. Per Marco Barba, 44 anni, attualmente detenuto nel carcere di Bari dopo l’arresto, il pm Alessio Coccioli ha invocato l’ergastolo. Lo ha fatto in mattinata in Aula Bunker durante l’udienza preliminare davanti al Gup Carlo Cazzella. L’accusa per il gallipolino è di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili, nonché distruzione e soppressione di cadavere. A difenderlo l’avvocato Fabrizio Mauro che aveva chiesto l’abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere e la capacità di stare in giudizio. Richiesta che però è stata rigettata. È stata stralciata la posizione della figlia Rosalba Barba, accusata di occultamento di cadavere insieme al padre. Per lei l’avvocato difensore Amilcare Tana aveva concordato con il pm il patteggiamento a 1 anno e 6 mesi di carcere. Anche su questo si dedicederà il prossimo 23 marzo quando ci sarà la sentenza. Tutti i familiari della vittima si sono costituti parte civile. Il corpo di Lagridi fu trovato un anno fa in contrada Madonna del Carmine a Gallipoli.Un omicidio cruento avvenuto molti mesi prima, a giugno. Il corpo era stato chiuso in un fusto e ricoperto con del cemento dopo essere stato sciolto parzialmente nell’acido. Sarebbe stato davvero difficile individuarlo se non ci fosse stata l’indicazione di Rosalba, che aveva portato i carabinieri in quel luogo spinta da un rimorso di coscienza. Al momento dell’apertura del fusto i vigili del fuoco avevano trovato il corpo ormai cementificato, in posizione fetale.

 

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