Palazzo Carafa, l’8 febbraio il Consiglio di Stato tra sentenza, rinvio Corte o ipotesi alternativa?

LECCE- La maggioranza di Salvemini potrebbe: venir meno; rimanere tale per tre motivazioni od esser modificata. Nella prima ipotesi il Consiglio di Stato potrebbe interpretare nel merito la disposizione elettorale e considerare validi i presupposti del TAR leccese decretando la maggioranza consiliare al centro destra e convalidando l’anatra zoppa. Nella seconda ipotesi, quella favorevole al Primo Cittadino, le motivazioni potrebbero esser tre: la prima rigettare le tesi del tribunale amministrativo e sentenziare, un po’ sulla falsa riga della commissione elettorale, una maggioranza scaturita dal calcolo tra primo e secondo turno; la seconda dare il via all’interpretazione rispetto alla necessità di rendere governabile il Comune di Lecce con una maggioranza politica dello stesso segno politico del Sindaco eletto nel secondo turno e la terza ipotesi, il permanere del centro sinistra in maggioranza nell’assise consiliare, si potrebbe aggiungere la scelta di inviare il tutto ala Corte Costituzionale per un parere definitivo rispetto ad alcune incongruenze legate appunto alla difficoltà di governare avendo un Consiglio di minoranza. Una ulteriore altra ipotesi che alcuni legali farebbero, pur se un po’ bizzarra, decidere di convalidare alle forze politiche uscite vincenti dal ballottaggio una minima maggioranza di consiglieri, uno o due, per non impedire al primo cittadino il governo della città. Tale ipotesi apparirebbe irreale ma in Italia è ormai tutto possibile la parola definitiva la darà comunque il Consiglio di Stato venerdì 8 febbraio 2018

 
Abitare Pesolino

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