Disabili gravissimi senza l’assegno di cura da 6 mesi, famiglie contro la Regione

LECCE- Per i malati gravissimi e le loro famiglie, non si può più attendere: la situazione, a loro dire, è diventata “ormai intollerabile”. Attendono da quasi sei mesi l’erogazione dell’assegno di cura. È la denuncia che fa Francesca Cicirelli, Segretario del Comitato 16 Novembre Onlus, durissima nel dire che la gestione da parte della Regione Puglia “ha tutte le connotazioni di un vero dramma, sin dal suo concepimento”.

Nel mirino c’è il bando regionale, contestato sin da subito dal comitato. Dal 2 settembre al 6 ottobre scorsi, l’utenza pugliese con gravissima disabilità poteva presentare domanda online per accedere alla misura di sostegno sociale.

“Facciamo notare il fatto che la Regione Puglia – dicono dal Comitato – ha procrastinato a settembre l’apertura del bando in quanto aveva dichiarato che il sistema operativo telematico non sarebbe stato in grado di avere il bando pronto per luglio 2017”.

A ciascuna Asl è stato demandato il compito di accertare, prima di procedere alla valutazione sanitaria con UVM, la presenza dei requisiti fondamentali, ovvero la residenza in Puglia al 1 gennaio 2017 e l’indennità di accompagnamento. Le Asl hanno chiesto all’Inps la verifica di quest’ultimo requisito. I tempi si sono dilatati.

A distanza di tre mesi dalla chiusura del bando, poi, la Regione ha aggiornato ciascuna domanda, assegnando un punteggio in base ai requisiti di ogni singolo richiedente. E qui nascono gli altri problemi: “ una incongruenza a dir poco paradossale”, secondo Cicirelli. Il bando, ad esempio, prevedeva l’assegnazione di 10 punti al gravissimo che non lavora, compresi gli ultrasessantacinquenni pensionati. Dopo la richiesta di correzioni avanzata dal comitato, è stato corretto il tiro.

Ma per il comitato gli errori continuano, contestando criteri e modalità che però stanno spanciando i tempi per oltre 9000 richiedenti.

“Chi ha un punteggio basso non sarà sottoposto a valutazione. Fra queste persone -spiegano dal comitato- abbiamo già moltissimi soci collegati h 24 a macchinari salvavita che, fino alla precedente misura, percepivano l’assegno di sostegno sociale e che invece oggi sono esclusi, pur versando in condizioni di gravissima disabilità, proprio perchè hanno un punteggio basso”.

E dunque il cortocircuito: si è in attesa di sostegno sociale dal 14 luglio 2017, “quindi da 6 mesi – denunciano i parenti – le famiglie che si fanno carico di un disabile gravissimo stanno sostenendo gli stessi costi che sostenevano prima, senza alcuna certezza di poter rientrare fra i 3000 fortunati che riceveranno, non si sa quando, l’assegno di cura”.

 

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