Lungo le vie del sesso nessuno compra o affitta casa: i quartieri “bollati” insorgono

LECCE – Loro di per sé non danno fastidio, ma ad abitare qui non ci vuole venire più nessuno. Le hanno ribattezzate “le vie del sesso” le strade che si diramano dalla stazione fino al piazzale Rudiae. La prostituzione qui a partire dalle 3 del pomeriggio la fa da padrona.

Una nomea pesante, anzi pesantissima di cui i residenti hanno vergogna. Il quadro restituito dal resoconto di affitti e vendite degli ultimi 2 anni parla chiaro: salvo le richieste degli universitari, le abitazioni qui rischiano di restare vuote. A confermarlo sono gli amministratori condominiali.

“La prostituzione da anni qui ha gli stessi volti -raccontano i residenti- denunciare il problema? Lo abbiamo fatto e non di rado ne abbiamo pagato le spese”. Ecco perché si preferisce restare anonimi ma la voglia di raccontare il disagio c’è e come. “Anche perché -aggiungono- per mettere un punto fermo a questa storia basterebbe poco”.

A gruppi di tre, massimo quattro a partire dal primo pomeriggio occupano le zone che da anni sentono quasi “appartenergli”, sempre le stesse. Delle loro serate brave i resti sono visibili ogni mattina sul ciglio della strada: birre, fazzoletti, anche preservativi.

Sono state avviate petizioni, hanno tentato di rivolgersi ai migliori avvocati: nulla è cambiato. L’appello dunque torna: “a far morire questo quartiere -dicono- sarà l’indifferenza. Oggi il problema è la prostituzione, domani chissà. Il punto è che alle periferie, però, bisognerebbe rivolgere lo sguardo a priori, non soltanto in situazioni d’emergenza”.

 
Abitare Pesolino

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