Pestanache, piselli e pomodori: così il buon cibo trascina i piccoli comuni leccesi

LECCE- Il riscatto del buon cibo oggi arriva attraverso i piccoli comuni. E traina non solo il settore agricolo ma anche quello turistico.

Dalla “pestanaca”, la carota giallo-viola di Tiggiano, alla Fava e al pisello nano di Zollino; dal pomodoro di Morciano alla patata novella di Galatina. Il report presentato in mattinata a Roma da Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” restituisce un quadro incoraggiante: nonostante in Puglia l’incidenza di piccoli comuni sul totale (33,3%) sia la più bassa a livello nazionale, ben 16 delle 20 Dop e Igp e la miriade di produzioni locali riconosciute tradizionali dal Ministero delle Politiche agricole vengono coltivate, allevate e trasformate in aree sotto i cinquemila abitanti.

Un patrimonio straordinario, che potrà essere valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni.

Dal tessuto territoriale dei centri sotto i 5mila abitanti dipende gran parte della leadership italiana in Europa con il sistema della qualità alimentare Made in Italy (Dop/Igp) che sviluppa un fatturato annuo al consumo di quasi 14 miliardi di euro, dei quali circa 4 miliardi realizzati sul mercato estero.

Ora quel patrimonio agricolo e culinario è uno dei motivi principali della vacanza qui e lo dicono i dati: il turismo enogastronomico è il vero traino dell’economia turistica pugliese e l’offerta di attività ricreative e culturali è aumentata in misura crescente nel corso degli ultimi anni, rispettivamente del 26,5 e del 22,4 per cento.

 

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