Incidente gasdotto in Austria: Calenda rilancia su Tap, Emiliano va in Procura

BARI- Dopo l’incidente sul terminale dei gasdotti in Austria, il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda rilancia sul Tap, provocando non poche polemiche, specie tra il M5s e i Verdi. In campo anche Emiliano.

“Abbiamo un problema serio con una grande concentrazione di forniture dalla Russia. Il gasdotto Tap – ha detto Calenda – serve a questo: se avessimo il Tap non dovremmo dichiarare lo stato d’emergenza”.

“La circostanza – ribatte invece Emiliano – dimostra che l’impianto in costruzione a Melendugno ha profili di pericolosità simili all’impianto austriaco e non si tratta affatto di un semplice tubo che passa sotto una spiaggia. Si tratta di un vero e proprio impianto industriale per la decompressione di gas e che costituisce lavorazione di sostanze pericolose. Il tutto purtroppo sta avvenendo in assenza di una valutazione tecnico quantitativa degli scenari incidentali, delle aree di danno derivanti, dei quantitativi di sostanze potenzialmente rilasciate o comunque presenti negli ‘hold up’ al PRT, degli scenari di emergenza valutati e concretamente pianificati, a causa della mancata applicazione delle Direttive Seveso”.

“I fatti accaduti in Austria – aggiunge – hanno dimostrato che le preoccupazioni della Regione Puglia hanno un fondamento evidente che ci obbligherà nei prossimi giorni a sottoporre alla Procura della Repubblica competente un esposto che mira a salvaguardare l’incolumità pubblica dalla incosciente decisione del Governo di ritenere non assoggettabile alle direttive Seveso l’impianto TAP”. Su questo, però, va ricordato, un’inchiesta è già stata archiviata a Lecce.

Emiliano chiede, dunque, a Gentiloni, “a tutela della salute pubblica, che sul gasdotto TAP venga aperta l’istruttoria tecnica” sulla base della direttiva Seveso, perché “si accerti la compatibilità territoriale dell’intero intervento, del suo PRT e di tutti i 50 km di rete distribuzione gas fino al nodo di Mesagne”.

Con TAP quelle vittime potevano essere pugliesi. Becera strumentalizzazione di Calenda”, tuonano i consiglieri regionali pentastellati, per cui “questa tragedia conferma soltanto una triste realtà: tutte le nostre denunce e i serissimi rischi di portare TAP nella nostra regione sono più che concreti”.
Per il coordinatore dell’Esecutivo Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli la dichiarazione di Calenda è “contraddittoria e miope” “perché questo incidente dimostra la fragilità di un sistema energetico basato sulle fonti fossili: quell’incidente o un conflitto può bloccare in ogni momento le forniture energetiche per il nostro Paese”.

 

 

 

 

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