Colacem, da otto sindaci “ferma e totale contrarietà al rinnovo dell’Autorizzazione”

GALATINA- Tutti e otto hanno espresso la “ferma e totale contrarietà al rinnovo” dell’Autorizzazione integrata ambientale, la patente che consentirà a Colacem di continuare a produrre per i prossimi anni. I sindaci della zona rifiutano l’Aia alle condizioni alle quali si prospetta possa essere rilasciata al cementificio. Lo fanno con un documento ufficiale, nel giorno in cui la Provincia, responsabile del procedimento, ha convocato solo Arpa e Asl per un tavolo tecnico, senza estendere l’invito anche alle amministrazioni, affrettando i tempi in vista di una chiusura della conferenza dei servizi entro fine anno.

Coordinati dal sindaco di Zollino Antonio Chiga, i primi cittadini di Galatina, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto e Zollino, appunto, sono compatti, affiancati dalla Rete di Coordinamento costituita a seguito di incontri pubblici e composta da oltre 60 soggettività sensibili alle tematiche ambientali (amministratori, associazioni, professionisti, ecc).

In via preliminare, i sindaci insistono “nella richiesta di una nuova seduta della Conferenza dei Servizi per interloquire e valutare complessivamente insieme agli organi competenti le prescrizioni e i contenuti dell’elaborando atto autorizzativo” discusso in mattinata. “Riteniamo che allo stato attuale l’istruttoria non possa ritenersi conclusa – aggiungono – e che, comunque, i Comuni, sui cui territori ricadono i devastanti danni alla salute e all’ambiente del cementificio in questione, non possano essere esclusi dalla discussione finale sul provvedimento”.

Poi, gli otto amministratori entrano nel merito delle singole questioni, facendo proprie anche le prescrizioni già dettate dalla Regione. Inoltre, chiedono che la copertura del carbonile sia realizzata in meno di 4 anni; di imporre alla società un piano per l’abbandono progressivo delle fonti fossili; di impedire l’uso, anche in via cautelare, delle ceneri di Cerano. Ad Arpa e Asl chiedono impegni precisi per potenziare il controllo delle emissioni a camino, delle matrici ambientali e su prodotti ortofrutticoli e lattiero-caseari, poiché il monitoraggio sarà sì rafforzato, ma a loro avviso in maniera non soddisfacente. Arpa, ad esempio, ha già dichiarato di poter arrivare a eseguire al massimo un controllo l’anno. Sempre ad Arpa si chiede di verificare la taratura dei sistemi di autocontrollo effettuati dalla Colacem e di intensificare di molto la tempistica delle verifiche proposte dalla società. Si insiste “anche nella necessità di subordinare il rilascio dell’AIA alla realizzazione, in tempi certi e contenuti, di una Valutazione di impatto sanitario, allargata al territorio circostante”. Ad avviso dei sindaci, non prima ma “solo all’esito di questa valutazione sarà possibile rilasciare un atto autorizzativo che tenga conto della realtà circostante lo stabilimento”.

Si incalzano Regione e Provincia, poi, a pretendere garanzie finanziarie idonee a fronte dei possibili inquinanti ambientali e in merito a una possibile dismissione futura dello stabilimento.

 

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