Combine Bari-Lecce: confermate le condanne per Semeraro e Quarta, risarcimento per i tifosi

LECCE – Una certezza sul quel derby tanto discusso adesso c’è, a distanza di sei anni e mezzo circa, almeno per i giudici della Corte d’Appello di Bari che hanno confermato le condanne per gli imputati Pierandrea Semeraro e Carlo Quarta. La combine nella partita Lecce – Bari, del 15 maggio 2011 terminata con il risultato di 2 a 0 per i giallorossi, dice la Corte, ci fu.

La gara incriminata fu la penumtima di quel campionato, l’ultimo disputato dal Lecce in Serie A, nella quale i giallorossi ottennero i tre punti fondamentali per assicurarsi la permanenza nella massima serie, salvo poi essere retrocessi d’ufficio in Lega pro.

I magistrati baresi hanno confermato la condanna di un anno e sei mesi (pena sospesa) per l’allora presidente dell’Unione Sportiva Lecce Pierandrea Semeraro e per l’imprenditore Carlo Quarta che dovranno anche pagare una multa di 10 mila euro e risarcire di 400 euro ciascuno i 150 tifosi leccesi costituitisi parte civile.

Tra gli indagati figuravano anche anche il calciatore Masiello, Gianni Carella e Fabio Giacobbe due suoi presunti complici, accusati anche di associazione per delinquere perché coinvolti in più di una combine.

L’ex capitano del Bari che ha già patteggiato la pena ad un anno e 10 mesi, (tornando poi a giocare) avrebbe avuto un ruolo centrale nella combine. Fu proprio grazie ad un suo autogol che il Lecce vinse quella gara che però, secondo l’accusa, fu comprata per 200 mila euro .

Assolto per non aver commesso il fatto, Marcello di Lorenzo, amico dell’ ex difensore biancorosso (condannato in primo grado a 9 mesi di reclusione e 5 mila euro di multa)

“E’ una sentenza storica che conferma il reato di frode sportiva per aver offerto denaro a Masiello con l’obiettivo di alterare il risultato della gara – commentano gli avvocati di parte civile – Pinuccio Milli e Francesco Calabro – e che riafferma il principio per cui il danno da passione sportiva tradita è un danno significativo e risarcibile. Affermazione inedita, intervenuta per la prima volta da parte dell’ autorità giudiziaria. E che speriamo possa fungere da deterrente per tutti coloro che pensano di poter rovinare il calcio e lo sport. Il danno procurato ai tifosi offrendo denaro, o avendo condotte simili, per alterare un risultato, può assumere così un costo signifcativo e può rendere antieconomica ogni attività di inquinamento delle competizioni”.

 

 

 

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