Donna di Melendugno avrebbe circuito anziane: rubati con l’inganno 50mila Euro

SAN VITO DEI NORMANNI/MELENDUGNO – I Carabinieri della Stazione di San Vito dei  Normanni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Gabriella Dimitri, classe 1985 originaria di Melendugno, ma da tempo domiciliata nella cittadina sanvitese, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, per circonvenzione di incapace, truffa aggravata ed estorsione, in danno di donne anziane e, in un caso, di un giovane invalido. I reati contestati sono stati commessi da luglio 2016 in San Vito dei Normanni e Carovigno.

Le indagini hanno appurato che la donna, al fine di procurarsi un indebito profitto e sfruttando l’amicizia intessuta con alcune anziane del posto, aveva abusato dello stato di deficienza fisica e psichica di queste, inducendole a compiere plurimi atti di disposizione patrimoniale a suo favore: acquisto di beni mobili, apertura di conti correnti a suo nome, tentativi di acquisti, non andati a buon fine in seguito al protesto degli assegni emessi dalle vittime, di automobili Audi e Lancia, acquisto di utensili quali Bimby – Vorwerk Folletto, e persino materassi.

In un caso è stato accertato che Gabriella Dimitri aveva indotto in errore una donna, tramite raggiri consistiti nel darle false spiegazioni in merito al contenuto di una lettera ricevuta dall’Asl, facendole credere che dovesse restituire al servizio sanitario nazionale circa 15.000,00 Euro per prestazioni indebitamente usufruite nell’anno 2012, e facendosi versare quegli importi sul proprio conto corrente.

In un’altra occasione, invece, aveva costretto un giovane carovignese a versarle somme di denaro per oltre 6.000,00 euro, con la minaccia che, altrimenti, avrebbe raccontato a parenti ed amici delle avances che il malcapitato le aveva rivolto in chat, con l’aggravante di aver abusato della condizione di invalidità – al 100% – della persona offesa.

In totale la donna avrebbe indebitamente percepito circa 50.000,00 Euro. L’arrestata, dopo aver espletato le formalità di rito e fotosegnalamento, è stata tradotta presso la propria abitazione  in regime di arresti domiciliari.

 

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