In città il gotha dell’energia. Oltre a Tap c’è Proger, amministrata da De Santis

LECCE- Il gotha dell’energia s’incontra a Lecce. E lo fa nei giorni caldissimi della ripresa dei lavori per Tap. Un caso, forse. Ma basta un workshop per focalizzare relazioni, alcune già in piedi, tra grandi aziende. E spesso intorno allo stesso progetto: il gasdotto. Non solo imprese, però. Anche politici e protagonisti della storia dell’infrastruttura irrinunciabile per il governo italiano e osteggiata a livello locale. L’occasione il convegno “Sicurezza e tutela ambientale nello sviluppo di progetti energetici”, nella sede del rettorato, nel pomeriggio. A volerlo è stata Safe, organizzazione che fornisce consulenza e servizi nei settori energia e ambiente. Tra i suoi partner ci sono anche Tap, Snam, Proger e altri. Un filo rosso lega i partecipanti alla tavola rotonda. Oltre a Tap, c’è Eni, che tramite la sua controllata Saipem realizzerà la parte dell’infrastruttura che passerà sotto il mar Adriatico. Poi c’è Rina, il gruppo genovese che si è aggiudicato un contratto per l’ispezione delle attività di saldatura del tratto lungo 487 chilometri del gasdotto Tap-Tanap tra Azerbaigian e Georgia. Ma Rina, soprattutto, è la società che ha acquisito nel 2011 D’Appolonia, l’azienda che ha svolto i sondaggi in mare per conto di Tap. C’è ancora un’altra realtà tra gli ospiti della tavola rotonda: è Proger. Chi è? È considerata la più grande società d’ingegneristica italiana, con sede a Chieti e progetti in tutto il mondo. Tra gli altri, anche la progettazione del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto. Nel suo cda siede anche Roberto De Santis, di Martano, imprenditore cresciuto nell’amicizia con Massimo D’Alema, considerato il vero uomo degli affari di sinistra, nome più volte collegato – anche a causa di intercettazioni nell’inchiesta escort con Tarantini – agli interessi di quel pezzo del mondo politico nella realizzazione del corridoio sud del gas. Se si siano concretizzati nei fatti con Tap al momento non è dato sapere. A Lecce, però, si discute seduti uno accanto all’altro. E accanto anche a tre esponenti politici, solo Pd. Nessun altro rappresentante di altro partito. Introduzioni affidate al deputato Federico Massa, leccese; al collega Ludovico Vico, tarantino; al senatore Salvatore Margiotta, potentino, fino a qualche settimana fa commissario del partito a Lecce e assolto dalle accuse che su di lui pendevano nell’inchiesta Tempa Rossa. Apertura lavori affidata a Gilberto Dialuce, Dirigente Generale -Ministero dello Sviluppo Economico, colui che ha consacrato la legittimità della autorizzazioni rilasciate a Tap, finito a Lecce tra gli indagati dell’inchiesta aperta dopo gli esposti di Comune di Melendugno e attivisti e poi archiviata.

 

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