Tap, Emiliano non sarà al “tavolo Salento”: “De Vincenti la smetta, sembra un lobbista”

BARI- “De Vincenti rischia di sembra un lobbista più che un ministro”. Parole durissime quelle usate dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per annunciare la sua assenza al “tavolo Salento” che il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno ha promesso di presiedere. Agli inizi di dicembre, infatti, sarà a Lecce per questo, dando riscontro alla richiesta avanzata dalla delegazione dei sindaci che mercoledì scorso era a Roma, all’incontro sulle compensazioni che Tap e Snam pagheranno a fronte della realizzazione del gasdotto.

Emiliano è tranchant: “Non sarò mai ad un tavolo con De Vincenti, che tenta di creare consenso su Tap a San Foca, ciò che nessuno vuole. Rischia di sembrare un lobbista più che un ministro, se non la smette immediatamente con questi patetici tentativi di comprare un consenso che non avrà mai”.

Il riferimento non è solo alla posta alzata dalle due società del gas, che a stretto giro hanno fatto lievitare da 15 a 55 milioni il fondo per finanziare progetti nel Salento. È anche all’apertura politica improvvisa del governo sugli stessi temi su cui fino ad oggi il confronto con la Regione è di fatto pari a zero, in particolare su stop alle trivelle, oggetto di una battaglia che ha visto la Puglia tra i promotori del referendum, e su decarbonizzazione delle industrie. La road map presentata dalla Regione, nel novembre di un anno fa, per metanizzare Ilva e Cerano non è mai stata recepita e oggetto di discussione.

“Nessuno può compare i salentini. Nessuno può comprare me e la Puglia”, ha sbottato Emiliano, che ha bollato i sindaci che hanno scelto la via del dialogo come “tutti di centrodestra e qualche renziano seguace della Bellanova”. Il governatore risponde anche alla loro richiesta rivolta alla Regione perché “si assuma la responsabilità istituzionale di partecipare alla Cabina di Regia in un ruolo diverso da quello di semplice osservatore”. Ai tavoli delle trattative, infatti, viene inviato Domenico Laforgia, capo del Dipartimento regionale Sviluppo Economico, che ascolta ma non parla. E questo è visto come un sostanziale lavarsene le mani. “Laforgia – ha replicato Emiliano – è presente solo per ascoltare e consentire al Presidente di sapere cosa accade lì. Ma noi non daremo mai avallo alle conclusioni di quel tavolo perché siamo contrari all’approdo a San Foca”.

Intanto, a fronte dell’autoconvocazione per il 17 novembre dei sindaci fermi sul fronte del no (Melendugno, Vernole, Martano, Zollino, Castrì), ci sono i primi mal di pancia: Lizzanello e Caprarica hanno chiesto di portare la discussione tra i territori attraversati dal gasdotto sul tavolo in Provincia.

 

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