Lo “schiaffo” a Emiliano: il caso finisce in Parlamento e scoppia la polemica

BARI- Finisce in Parlamento e con una bufera politica la campagna di Direzione Italia contro la sanità di Emiliano. E non per i contenuti e le denunce, ma per l’immagine e il titolo utilizzati sul manifesto relativo al sit in di venerdì prossimo: uno schiaffo al governatore pugliese.

Con un’interrogazione a prima firma Dario Ginefra, un gruppo di parlamentari dem (Grassi, Boccia, Bordo, Capone, Castricone, Chaouki, Losacco, Mariano, Marroni, Massa, Mongiello, Pelillo, Taranto, Valiante, Ventricelli e Vico) ha scritto al ministro dell’Interno Marco Minniti, ricordando che “proprio il leader nazionale di DIt, Raffaele Fitto, fu vittima nel 2000, quando era Presidente della Regione, di un tentativo di aggressione al termine di un Consiglio Regionale in cui si dibatteva di Sanità. Quando il diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero supera il suo limite giuridico trasformandosi in una manifestazione che rischia di provocare violenze a cose e persone, sfocia nell’abuso di quel diritto”, dicono.

Critica anche la Cgil. Il senatore Pd Salvatore Tomaselli ha chiesto a Fitto di dissociarsi, ricevendo dall’europarlamentare, però, solo picche: “Vergogna – dice Raffaele Fitto -. Il capo di gabinetto della Regione Puglia, solerte nel segnalare la vignetta goliardica al prefetto di Bari, sbaglia – afferma – nel far riferimento solo all’aggressione da me subita del 2000, lì ci fu solo uno schiaffo, dovrebbe ricordare, invece, tutti gli episodi più gravi: dalla sassaiole agli sputi, dai calci alla volontà di ribaltare l’auto, di cui sono stato vittima, episodi verificatisi alla presenza di consiglieri regionali e di parlamentari dell’opposizione di quegli anni che, anziché indignarsi come oggi, parteciparono irresponsabilmente a quelle manifestazioni”.

Direzione Italia, tramite il capogruppo e coordinatore regionale Ignazio Zullo e Francesco Ventola, aggiunge: “la Giornata dello Schiaffo è indetta nell’ambito di una manifestazione più ampia, organizzata dai medici di base contro la gestione del settore. Chi ci conosce sa che attribuirci la patente di “istigatori alla violenza” ci fa sorridere, ci delude, invece, constatare che il Pd, partito di maggioranza che governa la Regione e l’Italia non si preoccupi di smontare le motivazioni della protesta, ma si impegni nella critica “artistica” del nostro manifesto con il solo intento di voler spostare l’attenzione dai problemi veri”.

 

 

 

 

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