Palazzo Carafa, aventino in consiglio ma una parte del Centrodestra “perde l’assist”

LECCE – Previsto per il 3 novembre ma spostato al 6. Questa la data del futuro consiglio comunale di Lecce malgrado la data del 9 novembre che potrebbe definire, in modo certo, il futuro dell’anatra: se sana o claudicante. Il centrosinistra fa una forzatura, non attendendo il consiglio di Stato ma una parte del centrodestra non capisce la strategia. Si, per partito preso non comprende l’assist tentato dalle forze che sostengono Salvemini.

Si ostinano a disertare per la seconda volta i lavori dell’assise di Palazzo Carafa ma onorano la presenza nelle commissioni non certo, e ne siamo certi, perché portano a casa il gettone di presenza. Ma torniamo all’assist del centrosinistra non compreso da qualche loro collega del centro destra. In molti non vorrebbero tornare a votare pur sbandierando che la maggioranza dei leccesi siano anti sinistra e questi stessi, i consiglieri più possibilisti a rinviare quanto più possibile le eventuali elezioni anticipate, prendono rigide posizioni non leggendo tra le righe l’appello dei partiti salveminiani di : voler la convocazione del consiglio, mettere alla prova la cementificazione dell’opposizione e creare le condizioni per un ipotetico voto in favore delle linee programmatiche del sindaco in caso di anatra zoppa. Entriamo nello specifico: Perrone fa il suo sacrosanto iter politico mettendosi a capo dei più intransigenti per poi in caso valutare i termini di un appoggio temporaneo per il bene della città.

Gli altri , tal Consigliere Finamore, tenta di spiegare a Telerama, che svela le intenzioni vere da quelle pubblicizzate, che dovrebbe comprendere , telerama, “che contano più le notizie vere, rispetto a quelle a effetto, perché il giornalismo è servo della verità e non certo delle solite strumentalizzazioni prive di rilevanza. “ Pensate un po’ da neo consigliere comunale a docente della comunicazione e dell’informazione. “E’ fuori luogo continuare a cavalcare l’ onda emotiva preelettorale”, continua Finamore , “circa i rapporti tra l’On Marti e l’ex Sindaco. Grande Lecce segue le linee del centrodestra quando queste vengono decise in accordo con tutti i capi gruppi. Con riferimento alla partecipazione al Consiglio Comunale Grande Lecce sarà al fianco non di Paolo Perrone ma di quella che sarà la scelta di tutta l’opposizione.” Parola del Capo gruppo di Grande Lecce, Antonio Finamore.

Nulla in contrario sulla libertà ma come mai da consigliere comunale ha dovuto ricorrere, per regolarsi su cosa fare , alla visita in comune, nella mattinata e prima della riunione dei capigruppo, del suo capo componente Roberto Marti? La spaccatura tra questo e l’ex sindaco sara certamente ricomposta nello stesso momento in cui Fitto non sceglierà nuovamente Perrone al posto dell’uscente deputato. Le posizioni, non solo preeelttorali , tra i due sono compravate anche quando, non a caso, lo stesso Perrone redarguì , non poco, proprio Finamore quando, nel penultimo consiglio, non si oppose al bilancio di salveminiana proposta. Certo, l’inesperienza in buona fede, potrebbe far pensare che la verità sia il gioco delle parti da rendere pubbliche senza dire, da parte di un organo d’informazione, cosa c’è dietro ogni singola parola od azione ma Finamore, e coloro che nel centrodestra non pensiamo vogliano elezioni anticipate non hanno capito che, spaccando il fronte dell’aventino ,avrebbero avuto mani libere in seguito al parere del Consiglio di Stato e, contemporaneamente, indebolito il potere contrattuale, nel votare o meno le tesi di programma che elaborerà Salvemini di chi, non solo nello scontro di mesi fa , ha una visione politica di non condivisione “martiana” per legittime e future ambizioni.

La politica è una cosa differente dalla strategia dei gruppetti ma anche Finamore prima o poi lo imparerà ma per ora si può godere questo momento di inaspettata popolarità …

 

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