Xylella, 46 attivisti a processo: a loro sostegno 6mila firme. Molti i giuristi

LECCE- Fu il culmine di una giornata di proteste durissima, iniziata all’alba a Torchiarolo con i trattori in strada e conclusa con l’occupazione dei binari della stazione di San Pietro Vernotico. Per quella che la Procura di Brindisi ha definito “interruzione di pubblico servizio”, con lo stop di 40 treni, lunedì 6 novembre si aprirà il processo per 46 attivisti, molti dei quali leccesi, che erano lì a protestare, quel 10 novembre 2015, contro il piano Silletti che, con in chiave antiXylella, prevedeva il taglio di migliaia di ulivi in zona.

Gli imputati non saranno soli: 6mila cittadini hanno sottoscritto una petizione promossa dall’associazione bolognese Bianca Guidetti Serra, in collaborazione con il docente di diritto Costituzionale all’Università del Salento, Nicola Grasso, e Spazi Popolari. Tra i firmatari ci sono nomi di peso: in primis, il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, che tra l’altro proprio il 6 novembre, in concomitanza con l’apertura del processo davanti al Tribunale di Brindisi, sarà a Lecce, per una giornata giornata di riflessione in Ateneo su “La difesa di madre terra- processi di trasformazione capitalistica delle campagne e diritti costituzionali”.

Oltre a lui, i giuristi e magistrati Luigi Ferrajoli, Livio Pepino, Antonio Ingroia, Michela Quagliano, Raffaele De Giorgi, Michele Carducci; i ricercatori e medici Pietro Perrino, Patrizia Gentilini, Giuseppe Altieri; uno dei perni dell’antimafia sociale, Salvatore Borsellino; il consulente della Commissione Stragi Aldo Giannuli. Poi, c’è il mondo della cultura: gli scrittori Erri De Luca, Valerio Evangelisti, Pino Aprile, il collettivo Wu Ming; il vignettista Vauro; l’attore Ascanio Celestini; il leader del ’68 Mario Capanna; 130 tra giornalisti, agronomi, biologi, docenti universitari, sindaci, organizzazioni.

Tutti si dichiarano al fianco degli attivisti “nell’affermare l’alto valore sociale della loro azione, rivolta ad impedire uno scempio immensamente superiore al presunto danno arrecato dalla loro azione di protesta”. Erano circa in 200 a occupare i binari alla vigilia di San Martino di due anni fa, dalle 15.35 alle 23. Ne sono stati identificati 46, accusati di interruzione di pubblico servizio e di aver omesso di avvertire le autorità competenti della manifestazione, provocando un danno ai passeggeri e alle Ferrovie dello Stato.

“Ma – dicono i promotori della petizione – fu l’opposizione alle politiche di eradicazione degli ulivi che prevedevano la creazione di un deserto di tre ettari attorno ad ogni pianta ritenuta infetta da Xylella. Si opposero all’irrorazione massiccia di pesticidi e alla distruzione di alberi centenari e millenari, un patrimonio storico e naturale impossibile da ricostruire”.

 

 

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