Colacem: “pronti a più controlli”, ma sul documento dei medici “non tutti possono parlare”

GALATINA- “Siamo consapevoli che l’azienda ha un impatto. Ma siamo molto orgogliosi dei nostri valori e dei risultati raggiunti”: sono le parole che dice in premessa il direttore generale diColacem, Fabrizio Pedetta, nella giornata in cui la società apre le porte del cementificio di Galatina. Non è un periodo qualunque: si è nel pieno della discussione per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale, che potrebbe essere rilasciata entro fine anno. Si sa che sindaci ed enti hanno alzato la posta in gioco sui controlli, Colacem non vuole sembrare da meno. E lo dice chiaramente.

Il nodo resta quello dei controlli terzi: Arpa ha dichiarato di non averne fatti per conto suo più di uno ogni due anni. Nel frattempo, l’azienda fornisce i dati del monitoraggio in continuo del camino principale, fatto online. Sfuggono ai controlli, invece, una serie di inquinanti, metalli pesanti in primis. È per questo che, con un documento importante, dieci organizzazioni di medici hanno chiesto di stringere ancora di più le maglie, perché il rispetto dei limiti di legge non è sufficiente lì, nel distretto che dal punto di vista sanitario è più compromesso. “Se ci saranno controlli richiesti in più li faremo – dice Pedetta – ma tutto questo deve avvenire attraverso un percorso istituzionale. Non è possibile che qualsiasi persona sia autorizzata ad esprimere opinioni su qualsiasi tipo di discussione”.

Poi, ci sono gli altri 48 “punti di emissione” non monitorati, per l’azienda nulla di preoccupante. Durante il sopralluogo, assieme anche al direttore di stabilimento Giovanni Vincenti, la visita alla sala centralizzata, dove vengono svolte 95mila analisi l’anno su 14mila campioni; il forno, al momento inattivo per mancanza di produzione e che si pensa di poter riavviare la prossima settimana; poi, il carbonile scoperto.

In totale Colacem conta di investire 7 milioni di euro per installare nuovi filtri al camino principale e coprire il carbonile. “Non è questione di generosità, ma di competitività – dicono i suoi vertici alla fine – perché nel mercato andrà avanti solo chi sarà più sostenibile”.

 

Intervista completa al direttore generale Colacem sulla pagina Fb di Telerama

 

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