Non ci sono fondi, centinaia di anziani rischiano di perdere l’assistenza domiciliare

MAGLIE- Non ci sono fondi e i servizi di assistenza per anziani non autosufficienti rischiano di andare avanti a singhiozzo, se non a interrompersi. A lanciare l’allarme sono tre ambiti territoriali sociali leccesi, quelli di Poggiardo, Maglie e Gagliano del Capo. Il problema è paradossale: sono all’asciutto perché hanno con diligenza attivato prima i servizi.

Già nei mesi scorsi si erano esaurite le ore di assistenza finanziate con i fondi PAC del Ministero dell’Interno e gli Ambiti e così i singoli Comuni hanno dovuto aggiungere soldi di tasca propria per poter dare continuità all’Assistenza Domiciliare Integrata almeno fino a fine anno. “E’ evidente che non si potrà far fronte ancora all’emergenza attraverso le sempre più esigue risorse comunali”, dicono in coro i rappresentanti legali dei tre Ambiti, Fernando Antonio Minonne, Sonia Mariano e Carlo Nesca, che hanno scritto all’Anci e alla Regione per chiedere di intervenire.

La doccia fredda è arrivata poi nei giorni scorsi: il Ministero dell’Interno ha deciso di prorogare ulteriormente, fino a giugno 2019, l’utilizzo delle risorse PAC assegnate, senza rimpinguare il fondo. E ciò, appunto, ha il bizzarro esito di favorire di fatto gli Ambiti che non sono stati in grado di gestire quelle risorse nei tempi previsti sfavorendo chi, invece, le ha esaurite poiché ha attivato i servizi già dal 2014.

Cosa potrebbe succedere nei tre ambiti? A Poggiardo, che conta un bacino d’utenza di 15 Comuni e 50mila abitanti, gli attuali 60 utenti che beneficiano di Assistenza domiciliare integrata (sociale e sanitaria) e i 20 che usufruiscono della Sad (solo sociale) scenderebbero ad una decina. Nell’ambito di Maglie, dove i comuni sono 12 e gli abitanti 56mila, ad oggi ci sono 42 anziani serviti da Adi e altrettanti da Sad. Si ridurrebbero a 29 e 25 utenti. E questo contando che c’è una lista d’attesa di almeno trenta persone mai smaltita.

A Gagliano, 15 comuni e il bacino più popoloso dopo Lecce, sono già state tagliate di parecchio le ore settimanali di servizio: per i 77 beneficiari Adi, spesso malati terminali o gravi, si è passati da 12-18 ore settimanali ad appena sei. Per i 160 anziani assistiti in Sad, invece, garantite solo tre ore settimanali. Ciò ha inciso anche sui contratti dei lavoratori delle cooperative a cui sono appaltati i servizi e che hanno subito un consistente taglio del monte ore. Inoltre, è stato ridotto anche il tempo di erogazione: da sei mesi a massimo fino a dicembre. Poi tutti rischiano di restare senza assistenza.

Ecco perché si chiede di fare in fretta, perché il governo nazionale inserisca nel DEF 2018 una norma che dia continuità ai Fondi PAC.

 
Abitare Pesolino

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