Droga ed estorsioni: chiesti 4 secoli di carcere per l’operazione “Federico II”

QuattroStelle

LECCE – Più di quattro secoli di carcere per i 37 indagati, sui 43 totali, che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Sono i numeri del processo scaturito dall’operazione “Federico II”, con la quale la Direzione Investigativa Antimafia di Lecce sgominò due gruppi criminali attivi nell’ambito delle estorsioni e del traffico di droga. Le richieste di condanna sono state invocate in aula bunker dal sostituto procuratore della DDA Guglielmo Cataldi, titolare dell’inchiesta che a dicembre scorso portò in carcere 27 persone. L’operazione è figlia delle precedenti “Augusta” e “Network”.
Al centro delle indagini, partite nell’agosto del 2012 il gruppo di Andrea Leo, detto Vernel, personaggio di spicco della criminalità organizzata di Vernole, gestore di traffici di sostanze stupefacenti con ruoli affidati anche alla compagna Maria Valeria Ingrosso, e al cognato di lei Alessandro Antonucci. La droga viaggiava sull’asse Salento-Albania. Il contatto era Kristaq Boci, che dal paese delle aquile ne importava quantità ingenti. Rivelatrici una serie di intercettazioni ambientale con una microspia piazzata in casa di Gabriella De Dominicis, moglie del detenuto Massimo Signore, mentre si trovava agli arresti domiciliari. Il continuo via vai di tossicodipendenti è stato quindi documentato così come le decine di compravendite di droga. Non mancano le estorsioni e le minacce nei confronti di chi non versava i guadagni.

Sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili per oltre 600 mila Euro Ad essere contestato a molti degli indagati è il 416 bis, associazione di stampo mafioso. Una frangia operava principalmente tra Lecce e Cavallino, nel rione Castromediano, ma che controllava anche Vernole, San Cesario, San Donato, Melendugno, Martano, Caprarica.

 

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