Cambio di maggioranza a Lecce, Palazzo Carafa in tilt. Pronto il ricorso in appello

LECCE- Un incontro d’urgenza nella prima mattinata tra alcuni consiglieri di centrosinistra, poi corridoi semivuoti e confusione alle stelle. Palazzo Carafa è in tilt all’indomani della decisione del Tar di Lecce che ha ribaltato i rapporti di forza in Consiglio comunale, togliendo la maggioranza al sindaco Carlo Salvemini. L’unica certezza è che nelle prossime ore sarà impugnato il dispositivo della sentenza, con richiesta di applicazione della misura cautelare per sospenderne gli effetti in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci nel merito. “Auspichiamo possa giungere entro lunedì”, dice il vicesindaco Alessandro Delli Noci.

Federico Massa, legale dei sei consiglieri che rischiano di lasciare i banchi del Consiglio comunale, annuncia che chiederà ai giudici di Palazzo Spada di pronunciarsi con un decreto, per velocizzare i tempi, entro gli inizi della prossima settimana. A quel punto, le strade sono due: se la sospensiva verrà accordata, ciò in cui il centrosinistra confida molto, tutto rimarrà così com’è stato finora. Se no, invece, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, che richiederà non più di trenta giorni, la composizione dell’assise dovrà cambiare.

Il segretario comunale Vincenzo Specchia ha chiesto lumi alla Prefettura, che è categorica: la sentenza del Tar va eseguita e in tempi ragionevoli, con il subentro dei sei consiglieri del centrodestra. A meno che, appunto, intanto non arrivi da Roma un altolà che congeli ogni cambio di passo. Nel frattempo, si va avanti con l’ordinaria amministrazione. Il Consiglio comunale convocato per questo venerdì, primo banco di prova, è stato rinviato, poiché è stata rimandata la conferenza dei servizi sul metanodotto Snam, unico punto all’ordine del giorno. “Ho sentito questa mattina il prefetto – conferma Delli Noci – perché avevamo in programma alcune commissioni consiliari oltre al Consiglio comunale su Snam rinviato. Abbiamo qualche giorno di tempo per capire come procedere con le nuove composizioni”.

Annullato il premio di maggioranza, l’anatra è zoppa per davvero: di fatto Salvemini non ha i numeri per governare. Inizierà il corteggiamento dei consiglieri di centrodestra? “E’ ancora presto per pensarci, pensiamo a governare”, taglia corto il vicesindaco. Il punto sarà anche relativo agli atti finora adottati e di cui gli uffici legali stanno verificando la validità.

 
Abitare Pesolino

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