Gasdotto Tap, la Corte Costituzionale blinda la procedura del governo e l’approdo a Melendugno

ROMA- La Corte costituzionale chiude tutte le porte alla Regione Puglia sul gasdotto Tap: ha dichiarato inammissibile il ricorso sul conflitto sollevato da via Capruzzi contro lo Stato in relazione al procedimento di autorizzazione alla realizzazione del metanodotto con approdo a San Foca. E’ stato il Palazzo della Consulta a renderlo noto, spiegando che resta  confermata “la validità del provvedimento che ha autorizzato la costruzione del gasdotto” trans-adriatico che dalla frontiera greco-turca dovrà connettersi alla rete italiana di trasporto del gas in Salento.

Nell’udienza pubblica, oggi, si è discusso del conflitto di attribuzione sollevato da Bari nei confronti della Presidenza del Consiglio sul procedimento che ha portato il Ministero dello Sviluppo Economico a rilasciare, con decreto, l’ok alla costruzione. Secondo la Regione, in tema di gasdotti con approvvigionamento del gas dall’estero era  richiesta l’adozione di un’intesa forte con le regioni prima di arrivare ad un atto conclusivo e all’autorizzazione. La Consulta, però, blinda la procedura seguita dal governo.

“Nessuna sorpresa” per Gianluca Maggiore, portavoce del Comitato NO TAP che da più di sei anni contesta la condotta che nel 2020 porterà in Italia il gas naturale del mar Caspio, in Azerbaijan, dopo aver percorso 3.500 chilometri e attraversato sei Paesi. “Sapevamo che ciò sarebbe accaduto – ha detto – non abbiamo mai scommesso su questo ricorso che hanno considerato direttamente inammissibile. Sospetta la tempistica e la modalità con cui si sono espressi”

 

 

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