Ferrovie, servizi affidati senza bando. La Regione rischia di perdere 35 milioni di euro

BARI – Una stangata da 35 milioni di euro: è la sanzione a cui la Puglia potrebbe andare incontro se, entro fine anno, non avrà emanato un bando per affidare i servizi ferroviari.

La questione è complicata ma non di poco conto. Un decreto legge del 2017 ha stabilito, a partire da gennaio 2018, la decurtazione del 15% del fondo nazionale dei trasporti per quelle Regioni in cui i servizi ferroviari non risultano essere stati affidati tramite gara pubblica. E la Puglia è tra queste. I contratti ferroviari delle ex concesse, tra le quali Ferrovie del Sud Est non sono in regola con le disposizioni. Se entro dicembre continueranno a non esserlo, la Puglia perderà 35 milioni di euro.

Nel 2013 l’esecutivo regionale poteva decidere di recedere dai contratti, ma non lo fece e, anzi, prorogò gli stessi sino al 2021. Si decise ciò per completare l’integrazione delle reti ferroviarie regionali, tre queste l’ammodernamento delle Sud Est nel Salento. Mentre, però, Ferrovie del Gargano, Ferrotramviaria e Ferrovie Appulo Lucane, hanno chiesto alla Regione di emanare l’avviso pubblico, impegnandosi ad effettuare con i propri fondi, investimenti migliorativi alla stregua di Trenitalia, Ferrovie del Sud Est alle prese con il buco milionario nei suoi conti ha scelto il silenzio.

Questo complica le due possibili strade che la giunta regionle, a questo punto, ha davanti a sé per evitare di perdere 35 milioni di euro.

La prima è pubblicare entro il 30 settembre un avviso di preinformazione di mercato, prorogare i contratti sino al 2021, così sarebbero in linea con i regolamenti europei. Questo, però, vorrebbe poter dire ridurre la quota trasferita alle società. E per FSE, rischiare il tracollo per il venir meno delle condizioni indicate nella proposta di concordato.

La seconda è affidare direttamente i servizi sino al 2027, come avviene per Trenitalia. Permettere così di ammortizzare gli investimenti e riaffidare poi i servizi allineandoli tra loro. Percorrendo questa strada, però, rimarrebbe in sospeso il contratto delle Ferrovie del Sud Est, vista la condizione economica. Ma se non fosse rinnovato, si teme in Regione, Ferrovie dello Stato farebbe man bassa di tutto. “Il gruppo – si legge nel documento prodotto – ha intrapreso una aggressiva politica commerciale per acquisir i servizi”. Da detenere il 75% dei servizi, si rischierebbe di darle il monopolio.

 

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