Lido Salapia sarà abbattuto: dopo l’appello di Telerama, la giunta approva la demolizione

LECCE- Lido Salapia sarà demolito. L’appello lanciato da Telerama a luglio non è caduto nel vuoto e ha resistito agli attacchi rivolti a questa emittente di incalzare troppo presto e con faziosità l’appena eletto sindaco Carlo Salvemini. Insomma, la denuncia della pericolosità di quel rudere sulla spiaggia libera di San Cataldo, ciò che abbiamo documentato a più riprese con le nostre telecamere, era più che fondata. E in queste ore, con due delibere, la giunta leccese “ha posto le basi per restituire il tratto di litorale occupato dal Lido Salapia alla pubblica fruizione in sicurezza”.

Fili scoperti, pali pericolanti, spuntoni di legno, un grande buco nero su uno dei tratti di spiaggia libera più frequentati nella marina. Per di più, una struttura sorta nel 2010, costata ai cittadini di Lecce un qualcosa come 300mila euro e finita appena tre anni dopo sotto sequestro per abusivismo. Sempre nel 2013, la Regione Puglia dichiarò decaduta la concessione demaniale di tre anni prima, provvedimento dirigenziale impugnato dal Comune. Ora, la giunta, su proposta dell’assessore agli Affari Generali Carlo Mignone, ha deliberato la rinuncia al giudizio promosso davanti al Consiglio di Stato.

Su iniziativa dell’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Delli Noci, invece, è stato approvato lo studio di fattibilità relativo alla demolizione della struttura in legno, “con relativo recupero del materiale di risulta al fine di un futuro riutilizzo”, proprio come aveva chiesto Telerama nel suo appello. Si pensa, infatti, ad “un contest al fine di riutilizzare la consistente quantità di legno con cui sono state realizzate le strutture”.

Dunque, l’attesa dovrebbe essere ridotta per la rimozione di quello che la stessa giunta definisce “un pericolo per l’incolumità e per la sicurezza oltre che uno sfregio al paesaggio costiero di San Cataldo”. L’abbattimento è “un intervento prioritario per ripristinare il decoro di una marina che merita tutta la nostra attenzione”, dice Delli Noci. Si viaggia nella direzione di rendere comunque quella una spiaggia attrezzata anche per persone con disabilità. Era soprattutto per le loro esigenze che quel lido era nato.

Nel frattempo, la vicenda avrà uno strascico: il consigliere Pd Antonio Rotundo, infatti, annuncia che della questione investirà la Procura della Corte dei Conti per verificare se nella spesa di quei 300mila euro ci siano stati un danno erariale e precise responsabilità amministrative.

 

 

 
Abitare Pesolino

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