Festa Santi Patroni, D’Ambrosio: “Porterò questa città nel cuore. Alla politica l’augurio di saper stare tra la gente”

LECCE- “Questo messaggio non era nei miei programmi. Fa parte di inaspettati e non richiesti ‘tempi supplementari’. Mi rivolgo a voi nell’esercizio pieno del mio ministero con la passione, l’attenzione, l’amore e il rispetto che porto a questa ‘ mia’ città. Lasciandovi dovrò far mia la città che mi  accoglierà ma voi rimanete in quello spazio che tutto conserva e nulla dimentica: il cuore!“. Inizia così il messaggio di Mons Domenico D’ambrosio, dopo la solenne processione dei santi patroni Ortonzo Giusto e Fortunato per le vie della città.“Ho parlato di passione, attenzione, amore, rispetto. Sono gli atteggiamenti e le scelte che hanno guidato gli otto anni della mia presenza tra voi. Posso dire che il mio è stato amore, come si suol dire, a prima vista. Alle autorità di ogni ordine e grado rinnovo stima sincera e un grazie dovuto: in tutti voi ho sempre trovato disponibilità e ricevuto amicizia. Al Signor Prefetto mi permetto di dire un grazie a nome di tutta la comunità ecclesiale per il servizio che lo vede interlocutore presente e valido interprete delle attese e delle urgenze che pesano su ampie fasce del nostro territorio.Un saluto e un cordiale, sincero augurio al Sindaco e alla nuova civica amministrazione: avete incominciato a scrivere una nuova pagina che va ad aggiungersi alle tante già scritte nel libro della storia della nostra comunità.A voi: Signor Sindaco, Consiglio e Giunta Comunale la mia cordiale amicizia, la mia stima, il mio augurio affettuoso perché sappiate stare tra la gente, ascoltare la gente, servire la gente. Mi piace sottolineare e mettervi a parte di una mia profonda convinzione: si fa vera politica dialogando, creando e moltiplicando luoghi di ascolto e di partecipazione. Il servizio alla Polis, la politica, è la forma più alta di carità, non può  vedere assente la comunità cristiana che non si defila o arrocca in recinti sicuri e garantiti. Più che mai  vogliamo scegliere i luoghi e gli spazi dove si dialoga, si ascolta, si serve, ci si confronta. Le nostre realtà (parrocchie, oratori, centri pastorali) vogliono essere sempre più case di vetro dove  chiunque lo desideri può entrare, trovare disponibilità, ascolto, e molto spesso il pane materiale che viene  spezzato, moltiplicato e donato a chi non ha quello per ogni giorno. Talvolta facciamo fatica a dare risposte  ad ogni richiesta, emergenza, esigenza, se pensiamo che la media giornaliera del pane, e non solo, da  spezzare e condividere è per cinquecento-seicento persone. Possiamo ben dire che la Provvidenza, che si materializza nel volto di tanti, non ci lascia mai in panne e i suoi miracoli si moltiplicano ogni giorno. Vogliamo, mi auguro, dobbiamo come Chiesa, abbandonare le nostre sacrestie e i luoghi in cui la facciamo  da padroni e scegliere il precariato e l’incertezza della strada per caricarci delle reali attese, dei bisogni,  delle priorità, della rabbia e delle lacrime dei troppi poveri, emarginati, abbandonati, esclusi”.

Un messaggio di speranza che come ogni anno, Mons. D’Ambrosio ha rivolto anche agli ospiti di Borgo San Nicola,  agli ammalati degenti del Ospedale ‘Vito Fazzi’, a quelli nelle case di cura, e nelle proprie case, agli ospiti della casa della carità, delle mense e dei punti ristoro.

 

 

(Foto Processione Andrea Stella)

 

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