Cammini, la sfida a piedi: 40 mila presenze lungo la via Francigena nel 2016

SALENTO – E’ il riscatto della storia: i cammini, forma più elevata del turismo lento, iniziano a macinare consensi anche da noi. Ammontano a 40mila le presenze lungo la via Francigena, il percorso millenario, lungo circa 1.800 km, che collega Canterbury a Roma e prosegue verso il Salento, visto che ha in Santa Maria di Leuca il suo punto di arrivo. Il trend è in continua crescita, stando alle analisi dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf) diffuse dalla start up Hundredrooms.

Migliaia di pellegrini e nuovi viaggiatori stanno alimentando quella che è una sfida anche per questa terra. Le ricadute economiche sono considerevoli per le località attraversate. Stando a una ricerca di Trademark Italia, società di consulenza turistica, questo tipo di turismo muove circa 12,5 miliardi di euro l’anno in tutto il mondo, mentre solo in Italia si parla di ben 5 miliardi di euro.

Certo è che cogliere l’occasione richiede pianificazione e promozione, come è stato fatto per il turismo balneare, per quello musicale, per quello dei centri storici.

Il Capo di Leuca, grazie alla fondazione del parco culturale ecclesiale, ha inaugurato l’ultimo tratto da Barbarano a Leuca, segnalato con apposite indicazioni. Ma ovviamente non basta. Il cammino di Santiago resta l’esempio mondiale. Nel Salento, dove si cominciano a registrare presenze significative soprattutto di persone che arrivano dal resto d’Europa e Germania in particolare, è il tempo per i territori di organizzarsi.

Quel che importa, in questo settore, infatti, non è tanto la meta, ma il viaggio. Un viaggio che, se in principio aveva una connotazione esclusivamente religiosa, oggi si arricchisce anche di una dimensione laica. “I pellegrini che attraversano la Via Francigena  -spiegano gli esperti di Hundredrooms- possono vivere una forte esperienza interiore, ma anche riscoprire i luoghi dell’Europa più autentica, le radici di una cultura che ci unisce da più di mille anni. Non è un caso che, nel 1994, il Consiglio d’Europa l’ha riconosciuta come “Itinerario Culturale Europeo” al pari del Cammino di Santiago”.

 

 

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