Dopo i sigilli alle sue aziende, lo sfogo fb del genero di Riina. Nel mirino la stampa

SAN PANCRAZIO SALENTINO – “Avete sequestrato con ingiusta violenza la mia azienda, ma non potrete mai sequestrare il mio sapere e il mio mestiere, e per questo risorgerò presto dalle mie ceneri come l’Araba Fenice più grande e più forte di prima”.

È lo sfogo facebook di Antonio Ciavarello, genero del Boss corleonese Totò Riina, marito della sua primogenita Maria Concetta che vive insieme al consorte da 6 anni a San Pancrazio Salentino.

Lo scorso 19 luglio, l’indagine condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Palermo ha coinvolto anche il Salento: i sigilli sono scattati per ben due aziende di vendita al dettaglio di autovetture riconducibili proprio a Ciavarello.

A scatenare la bufera però è il suo ultimo post in cui punta il dito contro il giornalista palermitano de “La Repubblica” Salvo Palazzolo, definendolo “imboccato”. Da qui la nota congiunta delle segreterie di Assostampa Sicilia e Palermo e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia. “Non ci intimidiscono certi messaggi -si legge nella nota- che francamente non sappiamo come interpretare, ci auguriamo soltanto che possano essere valutati da chi ha l’autorità competente per vigilare affinché la stampa libera possa continuare a svolgere il proprio lavoro in modo sereno e autonomo“.

Uno scacco all’impero del Capo di Cosa Nostra quello di metà luglio: beni per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro sottratti alla famiglia Riina, ma nei 38 conti correnti gli investigatori avrebbero trovato solo pochi spiccioli.

Secondo gli esiti delle indagini patrimoniali le 3 società riconducibili al genero sarebbero state costituite -hanno spiegato i carabinieri- con proventi illeciti. L’esame incrociato della contabilità avrebbe evidenziato una sperequazione di 480mila euro, immessi per lo più in contanti e in numerose tranches nei patrimoni sociali senza alcuna giustificazione legale.

Non ci sta però Ciavarello che alle accuse risponde sempre a mezzo social “Arriverà il giudizio di Dio anche per voi che avete permesso e autorizzato violenza verso gente innocente -scrive- per voi che avete eseguito e per voi che state ripetendo a pappagallo quello che la regia vi ha scritto. Quel che avete fatto lo riceverete da Dio moltiplicato 9 volte -conclude- voi e i vostri figli fino alla settima generazione. Gloria a Dio!”.

Parla di un dolore ingiusto arrecato alla sua famiglia e il giorno stesso del sequestro chiede scusa ai suoi compaesanise involontariamente ho trascinato il paese all’onore delle cronache giornalettistiche -scrive- non ho colpe e per l’ennesima volta sono stato trascinato senza motivo in tribunale, dimostrerò la mia innocenza, chi e quanti mi conoscono sanno della mia serietà e buona fede“.

Intanto l’Avvocato Tiziana Dell’Anna, legale difensore di Ciavarello,  fa sapere di essere già a lavoro per ricostruire tutta la vicenda.Il materiale è già a disposizione dei nostri consulenti -spiega- siamo certi di poter venire a capo della questione“.

 

 

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