Rifiuti, Grandaliano: “18 mesi per gli impianti di compostaggio nel Leccese”

LECCE- La Regione Puglia si dà diciotto mesi di tempo per provare ad avviare gli impianti di compostaggio pubblici programmati in provincia di Lecce. La timeline è definita, anche se non è detto sia definitiva. E a comunicarlo è il commissario per l’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti Gianfranco Grandaliano.

La mancata chiusura del ciclo dei rifiuti dovuta alla scarsa impiantistica si è fatta sentire anche nei giorni scorsi, a partire da Lecce città, dove la raccolta dell’umido è proseguita a singhiozzi a causa del blocco delle strutture in cui la frazione organica viene conferita, tutte fuori provincia.

La corsa ai ripari si trasforma ogni volta in rincorsa. La scorsa settimana, è stato sottoscritto il disciplinare relativo all’impianto di compostaggio di Cavallino, il progetto che prevede la trasformazione di parte dei biotunnel dell’attuale impianto di biostabilizzazione. Si tratta dell’atto necessario per poter avviare le procedure di gara, un iter che dovrà fare i conti con la guerra giudiziaria in corso dinanzi ai tribunali amministrativi, dopo che il Comune di San Donato ha impugnato il decreto con cui lo stesso Grandaliano ha dato l’ok, ignorando, ad avviso dell’ente guidato da Ezio Conte, le distanze minime di due chilometri dai centri abitati.

Sono stati stanziati 8 milioni di euro per l’impianto di Cavallino. Per l’altro finanziato con soldi pubblici, quello di Tricase, la questione è ancora più incerta. L’Agenzia regionale attende di sapere se la nuova amministrazione targata Carlo Chiuri abbia intenzione di proseguire su questa strada oppure di disimpegnarsi. In quest’ultimo caso, il progetto potrebbe traslocare in uno dei Comuni o zone Asi che hanno manifestato interesse ad accoglierlo, rispondendo alla chiamata della Regione Puglia, che ha da poco approvato la delibera contenente l’atto di indirizzo sull’impiantistica pubblica.

Il rischio, però, è quello di dover restituire i fondi europei stanziati per Tricase: 2 milioni di euro lordi a fondo perduto per realizzare lavori dall’ammontare complessivo, secondo lo studio di fattibilità redatto, di 4.500.000 euro, comprensivi della gestione per dieci anni dall’entrata in esercizio dell’impianto che dovrebbe realizzarsi in 24 mesi. La gara è andata deserta nel gennaio dello scorso anno e da allora non è stata più nuovamente bandita.

 
Abitare Pesolino

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