L’alba a Boncuri: tende esaurite per i braccianti. I caporali sono sempre lì

NARDÒ- La partenza è fissata per le 5.45 da Lecce. Destinazione Nardò, le sue campagne sconfinate. C’è da portare assistenza ai braccianti impegnati nella raccolta di angurie e pomodori. Lo fa la Flai Cgil, con il suo camper dei diritti, che per due mesi sarà presidio sindacale in zona.

All’alba, la temperatura sfiora già i 30 gradi. Un cartello all’ingresso di Masseria Boncuri, ora data in gestione dal Comune alla cooperativa Mosaico, dice chiaramente che i posti nelle tende sono esauriti, bisogna “rivolgersi ai datori di lavoro”. Nel piazzale, alcuni stanno ancora dormendo, sulle brandine, all’aperto, per non soffocare la notte per il troppo caldo. Si sta in otto in ogni tenda. Si attendono i moduli abitativi che possano sostituirle, più confortevoli e dignitosi. “Ma su questo si è in netto ritardo, nonostante i tavoli in Prefettura”, dice la segretaria di categoria Monica Accogli.

Sono circa 350 i braccianti presenti, stando a stime fornite dagli stessi lavoratori. Chi non ha trovato una sistemazione qui è sparso tra casolari e giacigli improvvisati. Quest’anno, però, non nella ex falegnameria, dove fino alla scorsa estate sorgeva il ghetto della vergogna, con decine di baracche improvvisate. Non c’è più nulla.

Proseguiamo nelle campagne. Ecco un primo campo di pomodori. Regna la calma. L’imprenditore mette le mani avanti con i sindacalisti: “come vedete, lavoriamo sulla strada, non siamo scappati via. I ragazzi sono bravi. Lavoriamo fino all’orario consentito”. Vengono distribuite bottiglie d’acqua e cappelli in paglia, l’innesco per l’approccio.

Più in là, dopo aver perlustrato un vasto territorio fino a Sant’Isidoro, Copertino e Leverano, ci si ferma ad un campo di angurie. E qui qualcuno si dilegua, scambiando probabilmente il sindacato per ispettorato del lavoro. I lavoratori sono stavolta tutti italiani, e anche avanti con l’età, già cotti dal sole.

Sembra, a prima vista, che qualcosa sia cambiato a Nardò: miglioramento sul fronte accoglienza, sì, ma monitorare le campagne è ancora più difficile. L’impressione vera è che il fenomeno si sia fatto più liquido, sia più in grado di mimetizzarsi e che l’attività di mediazione e ingaggio sia la stessa. Antonio Gagliardi, segretario della Flai Cgil Puglia, ha occhio clinico: “alcuni degli ospiti di Boncuri sono noti caporali degli anni scorsi”.

Quest’anno sono sotto la lente anche i centri di accoglienza, Cas e Sprar, possibili luoghi di reclutamento della manodopera. 

Si attende una nuova convocazione in Prefettura, per dare seguito agli impegni presi sul versante accoglienza. Su quello lavoro, invece, è ancora troppo presto, quest’anno, per tirare le somme.

 

 

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