Omicidio Maggi, condannata a 16 anni la presunta assassina

LECCE – 16 anni di reclusione più tre da trascorrere in una struttura. 19 anni in tutto per Valentina Piccinonno, condannata dal Giudice Cinzia Vergine per omicidio volontario. Il pm Emilio Arnesano aveva chiesto 18 anni di reclusione.

La donna è stata condannata per l’omicidio di Salvatore Maggi, il 74enne di Monteroni proprietario di un circolo ricreativo, tramortito con un corpo contundente e abbandonato nelle campagne. Era il 29 giugno del 2015.

La donna, difesa dall’avvocato Ladislao Massari, ha scelto il rito abbreviato. I familiari invece sono difesi dall’avvocato Roberto Rella. I due figli della vittima, Alfredo e Tiziana Maggi, erano in tribunale ad attendere la sentenza dopo due anni di sofferenza. “Mio padre- hanno detto- non ritornerà più, mentre lei prima o poi uscirà”.

Una mattina di giugno di due anni fa i familiari della vittima denunciarono la scomparsa dell’uomo, poi trovato senza vita nelle campagne di Magliano, in contrada Licatelli, dove possedeva un terreno. La Piccinonno fu fermata dalla polizia dopo qualche ora. Raccontò di aver colpito più volte con una pietra Salvatore Maggi con cui si era incontrata per reagire ad un tentativo di violenza e di averlo lasciato però ancora vivo. Una perizia psichiatrica aveva fatto emergere una parziale incapacità di intendere e di volere.

Quella notte Valentina Piccinonno, già nota alle cronache per il rapimento di una bambina bulgara in un parco giochi di Monteroni, dopo aver colpito il 74enne gli portò via l’auto, gioielli e portafogli. Fu bloccata dalla polizia in stato confusionale a Lecce mentre comprava le sigarette ad un distributore. Quella sera sarebbe dovuta essere a casa perché ristretta ai domiciliari dopo la condanna per il sequestro della bimba.

 

 

 

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