“Truffa della pallina”: colto sul fatto e arrestato 38enne napoletano

LECCE- Era diventato il terrore degli automobilisti con la “truffa della pallina”: ora la Polizia ha arrestato in flagranza Francesco Ruggero, 38enne napoletano. Stava truffando un’anziana donna, quando è stato acciuffato. Il copione è lo stesso delle decine di casi segnalati negli ultimi mesi, soprattutto lungo la tangenziale di Lecce. Da un’auto in corsa veniva lanciata una pallina sulla vettura della vittima di turno. Il truffatore lampeggiava con gli abbaglianti, si dimenava e urlava alla vittima di accostare, fingendo di essere stato urtato, tamponato. Se il malcapitato cadeva nella trappola, il napoletano -tutte le testimonianze parlavano di un uomo con accento campano- chiedeva dei soldi per il danno subito.

Ma stavolta non ha funzionato: in pieno giorno, una donna di 68 anni si stava recando al mare con la sua auto percorrendo la strada del “Fondone” che porta da Lecce a San Cataldo, quando ha sentito il rumore di un oggetto che colpiva la sua auto e subito dopo ha notato che una monovolume grigia, dietro di lei, suonava insistentemente e l’uomo alla guida la invitava a fermarsi lungo una strada laterale. La vittima, spaventata, si è fermata lungo la corsia principale, mentre l’uomo ha parcheggiato in una stradina laterale. Il giovane , alto circa 1,70 cm, con capelli corti, carnagione olivastra e pizzetto, sceso dall’auto, l’ha invitata insistentemente seguirlo, sostenendo che la signora gli avesse danneggiato la fiancata dell’auto e che avrebbe dovuto riparare i danni. Proprio quando la donna stava per cascarci, il passaggio provvidenziale di una volante della Polizia, ha evitato la truffa. Gli agenti, notato la Suzuki Ignis grigia, segnalata in occasione di altre truffe, hanno subito intuito che si potesse trattare del truffatore “del finto incidente” e si sono fermati.

Alla vista della Polizia, il giovane ha minimizzato, dicendo agli agenti che potevano andar via, che si era trattato solo di un piccolo incidente. Ma, alla richiesta di fornire i documenti, lui ha detto di non averli e ha fornito un nome falso.  Perquisita l’auto, i poliziotti hanno trovato uno spray, della carta vetrata ed una carta d’identità con il vero nome del fermato che, vistosi braccato, è fuggito per le campagne, ma è stato inseguito e acciuffato dai due agenti.

L’uomo, già noto per lo stesso tipo di reati, aveva con sé circa 950 Euro, probabilmente frutto di altre truffe messe a segno prima. La signora, accompagnata in ufficio per sporgere denuncia, ha accusato un malore a causa dello spavento ed è stato necessario chiedere per due volte l’intervento del 118. Ruggero è stato portato in carcere con l’accusa di truffa aggravata e resistenza ed è indagato per aver fornito false generalità.

 

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