Mazzei incolpa Direzione Italia, Gabellone attacca

LECCE – “La firma sul fallimento della coalizione di Gilberti devono metterla Fitto, Marti e Perrone”. Non ha dubbi il coordinatore provinciale di Area Popolare Luigi Mazzei che, per la sconfitta del candidato sindaco di Lecce per il Centrodestra, punta il dito contro Direzione Italia.

Ma va immediatamente all’attacco il coordinatore provinciale dei fittiani, Antonio Gabellone, che striglia gli alleati e chi ha messo in discussione Giliberti.

L’accusa di Mazzei: “Evidentemente la personalizzazione della politica locale è stata perdente, i vecchi canovacci nei quali suo malgrado il promettente candidato Giliberti è rimasto impigliato, hanno reso poco credibile l’immagine e la prospettiva che la città chiedeva a gran voce: un rinnovamento, un taglio con 20 anni di governo cittadino troppo spesso patrigno verso una comunità che in tutti i modi ha chiesto maggiore considerazione e comprensione. Anche se resto convinto che Gilberti poteva essere il miglior Sindaco per la città. Lecce ha detto un secco NO alle dinamiche, alle vecchie caste, cerchi magici, ai gruppi che avevano preso sempre più i connotati di clan cittadini e sempre meno di “uomini eletti dal popolo per rappresentare le esigenze del popolo”. Alternativa Popolare ha affrontato con serietà e compostezza questa competizione elettorale, dimostrandosi determinante per il superamento del 50 % al primo turno. Ma in calce a tutte le valutazioni, politiche, morali, ideologiche, credo vadano scritti a firma indelebile i nomi dei tre politologi che in questi 10 anni hanno distrutto tutto ciò che il centro destra aveva costruito: la firma a questo fallimento politico la devono mettere Fitto, Marti e Perrone, unici responsabili di una politica lontana dall’identità del territorio, lontana dalle esigenze dei cittadini. Oggi è necessario per ripartire guardare alla composizione di un partito di ampio raggio, che riesca ad unire diverse realtà ed animarle al suo interno, seguendo un progetto di PPE e che dialoghi e guardi oltre. E mi riferisco in particolare a Forza Italia e UDC cge ne fanno parte in Europa e sono divisi in Italia. In questo momento di profonda riflessione esorto gli stessi Delli Noci e Giliberti a costruire un ponte di condivisione con Alternativa Popolare”.

Gabellone fa la sua, di analisi, dopo aver letto e ascoltato diverse dichiarazioni di esponenti del Centrodestra, e ricordando che la candidatura di Giliberti è arrivata dopo un percorso chiaro e lineare. “Perdere non è piacevole, ma è ancora meno piacevole utilizzare i mezzi di comunicazione per esercitarsi allo sport preferito, addebitare le responsabilità della sconfitta agli altri ripetendo il solito (in queste circostanze) ritornello “lo avevo detto io”. Dovremmo prendere esempio proprio dal “nostro” candidato Sindaco che con la sua signorilità ha immediatamente dichiarato: “mi assumo personalmente la responsabilità di questa sconfitta”. Ebbene, grazie Mauro, anche in questo caso hai messo una pezza alle tante deficienze di questa coalizione. Per oltre tre mesi Direzione Italia ha proposto e invitato i partiti del centrodestra a fare le Primarie, che da Roma a Lecce rappresentano lo strumento più efficace per tenere insieme una coalizione e scegliere un candidato dalla netta leadership. Ci è stato detto “no”. Abbiamo cercato di far convergere la coalizione su ben 5 nomi. Su tutti è arrivato un secco “no”. “No” alle Primarie, “no” ai nomi proposti, due no che insieme costituivano la premessa per una rottura, ma la volontà di tenere insieme una coalizione che a Lecce era stata sempre premiata dai cittadini ha spinto tutti a cercare all’esterno un nome autorevole sul quale convergere. Il nome che metteva d’accordo tutti i partiti di un centrodestra allargato, con i “passaggi politici” che avevano visto coinvolte le segreterie provinciali e nazionali, quello di Mauro Giliberti. E’ di tutta evidenza che non va bene se quando si vince si è protagonisti, quando si perde è colpa di questo più che di quel dirigente politico. O ancora peggio se le scelte ricadono sulla propria persona tutto ok, altrimenti…

Allora fermiamoci un attimo e ognuno al suo interno esplori in maniera oggettiva la vicenda, per poi tutti insieme in maniera seria condividere quanto più possibile un’analisi che serva ad archiviare la sconfitta, recuperando quel messaggio forte che il nostro elettorato ha voluto inviarci per ripartire, evitando di ripetere gli stessi errori”.

 

 

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