Tap si prepara a spostare gli ulivi: in centinaia al presidio nella notte. Si valutano le alternative

MELENDUGNO- Guardia alta a Melendugno nella notte: attivisti da tutta la provincia di Lecce si sono ritrovati al presidio, in contrada San Basilio, dopo il passaparola sul possibile spostamento degli ulivi da parte di Tap. Sono 43, infatti, gli alberi estirpati e collocati in vaso nell’area di cantiere del gasdotto. Secondo la multinazionale, vanno spostati perché in sofferenza. “E’ qualcosa che probabilmente faremo – confermano dalla società – perché le piante vanno messe in sicurezza. L’alternativa è installare un tendone lì per una serra. E’ una decisione che sarà presa dopo una valutazione di ordine colturale e di ordine pubblico”. E potrebbe arrivare nelle prossime ore.

L’allerta è massima sia tra le forze dell’ordine che tra gli attivisti, pronti a bloccare qualsiasi attività, anche perché, come da autorizzazioni ministeriali, durante il periodo estivo nessun lavoro dovrebbe essere eseguito sul cantiere e perché si ritiene che questo non sia, dal punto di vista agronomico, il periodo adatto ad un reimpianto di ulivi. In caso di trasferimento, le piante dovrebbero essere piantate presso Masseria del Capitano, dove, tra le tante proteste, sono già state messe a dimora le restanti.

Lì vicino, inoltre, dove dovrebbe sorgere il terminale di ricezione del gas, è in atto la procedura di bonifica di una porzione di terreno in cui, in seguito a dei carotaggi effettuati da Tap, è emersa la presenza di una piccola discarica interrata di rifiuti speciali. Dopo la caratterizzazione, ad occuparsi del ripristino ambientale sarà la stessa multinazionale.

 

 

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