Lavori negli alloggi popolari fatiscenti con gli inquilini dentro: “rischia di crollare tutto”

LECCE – Lunedì mattina a svegliarli è stato il rumore delle ruspe: all’improvviso, mentre loro erano dentro i propri alloggi popolari, i trapani erano già all’opera. Risultato: in cucina, in camera da letto, nel bagno sono spuntate le prime crepe. Terrorizzati sono scesi in strada: hanno avuto paura che tutto crollasse sopra la propria testa.

Qui in zona Borgo S.Nicola all’angolo tra Via Sinni e Via Calore la gente urla, ha paura, a non trattenere le lacrime sono le persone più anziane. Persino i ragazzini ci fanno da ciceroni: ci raccontano che dai buchi nelle loro camerette spuntano lucertole, scarafaggi e si è intrufolato persino un pipistrello.

A rischio sono 28 appartamenti, di cui circa un terzo è strato dichiarato inagibile più di 10 anni fa. Adesso per ripristinare il piano terra, quello su cui si concentrano i principali problemi, si teme l’effetto domino.

Il nodo è che gli accordi non erano proprio questi: la ditta “De Pascalis” di Nardò, vincitrice dell’appalto, avrebbe dovuto agire solo dopo lo sgombero dell’intero plesso: questo per garantire l’incolumità dei cittadini. Così però non è stato, il motivo o la responsabilità sono però tutti da accertare.

Gli inquilini si sono rivolti all’Associazione “Pronto soccorso dei poveri” presieduta da Tommaso Prima, poi al Presidente della Commissione Controllo a Palazzo Carafa Antonio Rotundo. È tramite quest’ultimo, giunto sul posto in mattinata, che i residenti apprendono di poter tirare un sospiro di sollievo: gli uffici tecnici comunali, messi al corrente della protesta, hanno assicurato che i lavori sarebbero stati interrotti.

Gli inquilini devono essere smistati in case parcheggio fino al completamento dei lavori: esterni per l’impianto fognario, interni per la messa in sicurezza di tutte le stanze. Il piano per il trasferimento temporaneo sembrerebbe già essere stato predisposto, una ditta di traslochi interverrà a supporto delle operazioni di spostamento.

Intanto, Carmela 82 anni, vive al piano terra ed è circondata da ambo i lati da stanze murate e con pontelli. Guarda le crepe, racconta i sacrifici, le viene da piangere.Giovanni vive al secondo piano con la compagna che ha una figlia disabile: nel bagno il soffitto non sembra poter durare ancora a lungo.

Gabriella in camera da letto ha paura di entrarci perché quella spaccatura del muro non le fa chiudere occhio.Per questi lavori saranno spesi 660 mila euro circa fin quando non spunterà il cartello previsto dalla legge, però, loro saranno irremovibili.

 

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