Sanità negata: 150 mila pugliesi diventano poveri per curarsi

SALENTO – Si scrive “sanità negata”, si legge liste d’attesa, migranti della salute, impoverimento per curarsi.
E secondo i dati a cura di RBM Salute – Censis, in Puglia sono 823 mila i cittadini “espulsi” dal servizio sanitario pubblico, che rinunciano alle cure. 500 mila quelli che si indebitano solo per potersi curare. 140-150 mila diventano poveri per avere in cambio la salute.
La spesa sanitaria privata ormai si è consolidata e nel 2016 ammontava a 35,2 mld (+4,2% rispetto allo scorso triennio), i cui fruitori sono in gran parte cittadini con basso reddito (64%).
Nel 2016, a livello nazionale, sono 13 milioni i cittadini che hanno avuto significative difficoltà a curarsi, la quasi totalità ha dovuto rinunciare alle cure o rinviare le prestazioni. Sono, inoltre, quasi 8 milioni i cittadini che hanno fatto ricorso a forme di prestito di denaro per potersi curare, mentre sono quasi 2 milioni i cittadini che per curarsi sono caduti in povertà. Questo é il fenomeno definito “Sanità negata”.
I dati snocciolati da Francesco Maria Gennaro, Funzionario della UIL Nazionale e responsabile Politiche sociali, della salute e terzo settore, sono questi:
SPESA SANITARIA
Dato pugliese: PUBBLICA 78 % / PRIVATA 21% / INTERMEDIATA 0,82 %
Dato nazionale: PUBBLICA 76 % / PRIVATA 20% / INTERMEDIATA 3,27 %
CITTADINI CHE HANNO RINUNCIATO ALLE CURE
Dato pugliese: 823.592
Dato nazionale: 13,5 milioni
COSTO MEDIO TICKET PRO CAPITE A PRESTAZIONE (+ FARMACI)
Dato pugliese: 46 euro (14 euro per prestazione sanitaria + 32 euro per farmaci)
Dato nazionale: 50 euro (26 euro per prestazione sanitaria + 24 euro per farmaci)
MOBILITA’ SANITARIA: I MIGRANTI DELLA SALUTE – DATO PUGLIA
Fatturato: 115 milioni di euro / saldo: -184 milioni di euro
Motivazioni: 56% Qualità delle cure / 25% liste d’attesa / 19% Altri motivi di natura logistica

(dati a cura di RBM Salute – Censis)

 

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