Sicurezza, marine, benessere e polemiche: l’avanti tutta dei candidati

LECCE- Dalla stazione al resto della città: la questione sicurezza resta tra i temi nevralgici della campagna elettorale leccese, assieme alla riqualificazione delle marine e alla qualità della vita, senza rinunciare alle polemiche.
“Bene il pugno duro nel quartiere Ferrovia per la sicurezza di tutti”, dice il candidato del centrodestra Mauro Giliberti: “Immigrazione irregolare, prostituzione, spaccio e abusivismo devono essere debellati, senza sconti, in qualunque zona della città, dal centro storico alle periferie”. Da qui l’idea di una linea diretta con i residenti e l’utilizzo di strumenti legislativi recenti, come il DASPO urbano.

Ha in mente un “Piano Urbanistico della Qualità della Vita” Alessandro Delli Noci, alla testa di civiche e Udc. Tra le priorità: salute, una migliore gestione dei rifiuti, mobilità e cultura, visto che, in base ai dati di Confartigianato, Lecce risulta tra i comuni inefficienti, ovvero tra quelli che spendono di più del proprio fabbisogno standard offrendo meno servizi. Dunque, più raccolta differenziata, corridoi verdi tra i rioni, strada parco verso il mare.
Ed è alla riqualificazione delle marine che punta il pentastellato Fabio Valente, rimproverando al centrodestra “l’evidente fallimento”. Non ha dubbi: “Con il Movimento 5 Stelle – dice – San Cataldo vedrà realizzarsi finalmente la riqualificazione di un porto turistico”. Poi, la nascita lì di un cineteatro, laboratori delle tradizioni locali, la riqualificazione dell’ostello. E, ancora, il mercato dei prodotti ittici a Frigole e la “promenade”, il lungomare, per tutte le marine, tutti punti del rilancio che si intendono avviare “già nel primo anno”.

Dal centrosinistra, con Carlo Salvemini, invece, arriva la bacchettata al sindaco uscente Paolo Perrone, per la sua “caduta di stile”, l’invito all’incontro elettorale presso l’hotel Tiziano rivolto ai dipendenti comunali, scritto su carta intestata e affisso alla bacheca multimediale di Palazzo Carafa. La “conferma – dice Salvemini – di quel senso di onnipotenza che ha travolto chi governa Lecce da vent’anni”.

 

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